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url: "https://correntia.it/notizie/articoli/bonus-wallbox-2026-decreto-sportello/"
titolo: "Il bonus wallbox 2026 c'è sulla carta, lo sportello resta chiuso"
descrizione: "Il decreto rifinanzia il contributo dell'80% fino a 1.500 euro, ma lo sportello resta chiuso. Quanti soldi ci sono, e perché la data di apertura conta di più."
tipo: "articolo"
sezione: "Ricarica"
autore: "Giovanni Arena"
pubblicato: "2026-07-31T12:00:00.000Z"
modificato: "2026-07-31T12:00:00.000Z"
minuti_lettura: 4
parole: 678
editore: "Eratek Srl"
licenza: "CC BY 4.0"
attribuzione: "Correntia — https://correntia.it"
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# Il bonus wallbox 2026 c'è sulla carta, lo sportello resta chiuso

> Il decreto rifinanzia il contributo dell'80% fino a 1.500 euro, ma lo sportello resta chiuso. Quanti soldi ci sono, e perché la data di apertura conta di più.

Il bonus per la wallbox domestica è stato rifinanziato fino al 2030. La domanda, oggi, non si presenta.

Il [DPCM del 10 giugno 2026](https://www.mimit.gov.it/images/stories/normativa/allegati/DPCM_Automotive_2026-nf.pdf) destina di nuovo risorse al contributo per le infrastrutture di ricarica dei privati. Sulla pagina del ministero che gestisce la misura, però, [lo sportello risulta chiuso dal 27 maggio 2025](https://www.mimit.gov.it/it/incentivi/bonus-colonnine-domestiche), con ultima modifica al 12 giugno 2025. Manca il passaggio che il decreto stesso prevede all'articolo 6 comma 3, cioè il provvedimento del ministero che stabilisce le modalità di attuazione.

## Cosa dice l'articolo 6

Il testo è corto e conviene prenderlo alla lettera.

Il contributo copre l'**80% del prezzo di acquisto e posa in opera**, con un tetto di **1.500 euro per persona fisica richiedente**. Il tetto sale a **8.000 euro** quando l'impianto va sulle parti comuni di un edificio condominiale, che il decreto individua richiamando gli articoli 1117 e 1117-bis del codice civile. La finestra corre dall'entrata in vigore del decreto **al 31 marzo 2030**.

Due dettagli pesano più di quanto la loro lunghezza suggerisca.

Il primo riguarda le date. Le spese ammesse decorrono dall'entrata in vigore del decreto, quindi una fattura più vecchia resta fuori. Il giorno esatto lo fisserà il provvedimento attuativo.

Il secondo riguarda il condominio. Gli 8.000 euro sono un limite di spesa sulle parti comuni, quindi il tetto è dell'edificio, mentre il singolo appartamento resta dentro i 1.500. Nel 2024 la domanda condominiale [la presentava l'amministratore pro tempore o un condomino delegato](https://www.mimit.gov.it/it/notizie-stampa/bonus-colonnine-di-ricarica-dall8-luglio-i-contributi-per-utenti-privati-e-condomini). Il decreto di oggi su questo punto tace.

## Quindici milioni, cioè meno di diecimila prese

Sulle cifre circolano ricostruzioni diverse, quindi vale la pena leggerle sul decreto.

L'articolo 6 comma 2 destina alla ricarica domestica **10 milioni di residui 2025 e 5 milioni per il 2026**, poi 15 milioni per ciascun anno dal 2027 al 2029 e 8 milioni per il 2030. Sessantotto milioni in sei esercizi. I 4 milioni per il 2026 che si leggono in parecchie ricostruzioni stanno nell'articolo 5, quello degli impianti a GPL e metano, e riguardano un'altra misura.

Quindici milioni sono quindi la dotazione spendibile all'apertura. Divisi per il tetto di 1.500 euro fanno **diecimila contributi pieni**. L'articolo 8 affida la gestione a Invitalia con oneri fino al 3,5% annuo a carico delle stesse risorse, e il conto scende a circa **9.650**.

Un termine di paragone aiuta a pesarli. Lo sportello precedente disponeva di **20 milioni per il 2024** e restò aperto quattro settimane, dal 29 aprile al 27 maggio 2025. La dotazione immediata di oggi è un quarto più bassa.

Diecimila prese domestiche, su scala nazionale, sono poche. Per chi ha in programma l'installazione la conseguenza pratica è una sola: conta la data di apertura, più del tetto.

## Quanto vale quella presa

Il tetto pieno si raggiunge con una spesa di 1.875 euro, di cui 1.500 coperti dal contributo e **375 a carico di chi installa**.

I conti sulla convenienza dell'elettrico che trovate fra gli articoli correlati davano 1.151 euro di differenza all'anno, su dodicimila chilometri, fra ricaricare a casa e vivere di colonnine ad alta potenza. Su quella base 375 euro rientrano in **meno di quattro mesi**, e da lì in poi la presa lavora gratis.

Chi la wallbox l'ha già installata resta fuori, perché le spese ammesse partono dall'entrata in vigore del decreto.

Per gli altri, tre mosse si possono fare prima che lo sportello apra. Farsi fare il preventivo e tenerlo pronto senza pagarlo. Verificare la potenza del contatore, perché una wallbox da 7 kW su un contratto da 3 kW resta un oggetto fermo al muro. In condominio, chiedere all'amministratore di mettere il punto all'ordine del giorno della prima assemblea utile, che ad agosto vuol dire settembre.

Il contributo è confermato e generoso in percentuale, però la capienza è stretta. Chi installa una presa entro l'anno ha convenienza a farsi trovare pronto il giorno dell'apertura, perché il tetto lo conosciamo già e la coda no.

*Cifre lette sul testo del DPCM 10 giugno 2026 e sulle pagine del MIMIT il 31 luglio 2026. Il provvedimento attuativo che fissa apertura dello sportello e spese ammesse non risultava ancora pubblicato a quella data: prima di firmare un preventivo conviene ricontrollare la scheda della misura sul sito del ministero.*



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Fonte: <https://correntia.it/notizie/articoli/bonus-wallbox-2026-decreto-sportello/> · Eratek Srl · Testo riutilizzabile con licenza CC BY 4.0, citando Correntia — https://correntia.it.
