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url: "https://correntia.it/notizie/articoli/durata-batteria-auto-elettrica-euro-7/"
titolo: "Quanto dura la batteria di un'auto elettrica, adesso lo dice la legge"
descrizione: "Dal 29 novembre 2026 una batteria omologata Euro 7 deve tenere l'80% a cinque anni e il 72% a otto. Cosa significa per chi compra oggi, nuovo o usato."
tipo: "articolo"
sezione: "Tecnologia"
autore: "Giovanni Arena"
pubblicato: "2026-08-05T12:00:00.000Z"
modificato: "2026-08-05T12:00:00.000Z"
minuti_lettura: 6
parole: 1196
editore: "Eratek Srl"
licenza: "CC BY 4.0"
attribuzione: "Correntia — https://correntia.it"
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# Quanto dura la batteria di un'auto elettrica, adesso lo dice la legge

> Dal 29 novembre 2026 una batteria omologata Euro 7 deve tenere l'80% a cinque anni e il 72% a otto. Cosa significa per chi compra oggi, nuovo o usato.

Ottanta per cento a cinque anni. Settantadue a otto. Sono le due soglie minime che una batteria di trazione deve rispettare per essere omologata in Europa, e stanno scritte in una tabella dell'[allegato II del regolamento Euro 7](https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=OJ:L_202401257). Fino a ieri la domanda «quanto dura» aveva solo risposte commerciali. Da qualche mese ha una risposta con un numero di legge dietro.

## Le due righe che contano

Il regolamento le chiama «prescrizioni prestazionali minime basate sull'energia della batteria». Per le autovetture, categoria M1, la tabella fissa **80%** dall'inizio della vita fino a cinque anni o 100.000 chilometri, e **72%** da lì fino a otto anni o 160.000 chilometri, in entrambi i casi al raggiungimento del primo dei due limiti. Per i furgoni di categoria N1 le soglie scendono a 75% e 67%.

Il metro è lo stato di salute, che l'articolo 3 definisce come lo stato «di una specifica metrica di prestazione di un veicolo o di una batteria di trazione in un momento specifico della sua durata di vita, espresso come percentuale della prestazione determinata al momento della certificazione o quando era nuova». Percentuale rispetto al giorno zero, quindi, e non rispetto al dato di listino.

C'è poi una riga che vale la pena guardare per quello che **non** contiene. La tabella prevede anche una sezione intitolata «prescrizioni prestazionali minime basate sull'autonomia», e nel testo pubblicato quelle celle sono vuote: nessuna soglia numerica di chilometri residui è stata fissata. Se leggi in giro una percentuale Euro 7 di autonomia garantita, quella cifra dall'allegato II non arriva.

## Quando morde, e su cosa

Le date stanno nell'articolo 21. Il regolamento si applica **dal 29 novembre 2026 ai nuovi tipi di veicolo** delle categorie M1 e N1, e **dal 29 novembre 2027 a tutti i veicoli nuovi** di quelle categorie. La prima data è a meno di quattro mesi da oggi.

La distinzione fra le due conta più di quanto sembri, ed è il motivo per cui un'auto acquistata a dicembre potrebbe non essere Euro 7. Un «nuovo tipo» è un modello omologato da zero dopo quella data. Un modello già omologato continua a essere prodotto e venduto con la sua vecchia omologazione fino al novembre successivo. Nel mezzo convivono in concessionaria auto identiche a vedersi e diverse sulla carta.

Il regolamento chiede anche che il veicolo monti «dispositivi di monitoraggio dello stato di salute della batteria di trazione», e che i dati siano «messi a disposizione degli utenti e, se del caso, visualizzati all'interno del veicolo». Quel «se del caso» pesa: l'obbligo pieno è di renderli accessibili, la visualizzazione sul cruscotto resta condizionata. Aspettarsi la percentuale accanto al livello di carica su ogni auto è, per ora, ottimismo.

## Perché una batteria perde capacità in due modi diversi

Le soglie hanno senso solo se sai cosa le fa scendere, e i meccanismi sono due, indipendenti fra loro.

Il primo è l'invecchiamento di calendario. Una cella al litio si degrada anche ferma, perché sulla superficie dell'anodo cresce uno strato passivante che consuma litio attivo e lo toglie dal giro. Quello strato cresce da solo, con il tempo, e cresce più in fretta se la cella sta calda e molto carica. Un'auto parcheggiata al sole ad agosto con il 100% sul cruscotto è nella peggiore combinazione possibile, e non ha percorso un metro.

Il secondo è l'invecchiamento ciclico, quello dovuto ai chilometri. Ogni carica e scarica fa entrare e uscire ioni dal reticolo del catodo, che si dilata e si contrae di poco ma milioni di volte. Le microfratture che ne nascono sono la parte di degrado che compri con l'uso.

L'analogia che rende la cosa maneggiabile è una spugna. L'invecchiamento ciclico è la spugna che si consuma perché la strizzi; quello di calendario è la stessa spugna che indurisce nel cassetto perché è passato del tempo. Due usure diverse, che si sommano, e la seconda arriva anche a chi l'auto la usa poco.

Da qui la regola pratica che tutti i costruttori danno e quasi nessuno spiega: tenere la carica quotidiana intorno all'80% e riservare il pieno ai viaggi. Alle percentuali alte la tensione di cella sale, e la tensione alta è il principale acceleratore dello strato passivante. Fra tutte le variabili che decidono quanto durerà quel pacco, è l'unica che governi tu, con due tocchi sullo schermo.

Il secondo fattore su cui hai voce in capitolo è il calore, e agisce sullo stesso meccanismo. La velocità con cui lo strato passivante cresce raddoppia grosso modo a ogni dieci gradi in più di temperatura della cella, che è la ragione per cui un pacco tenuto in garage invecchia meglio di uno che passa i pomeriggi di luglio in un parcheggio senza ombra. Su questo la gestione termica del costruttore fa la parte del leone, e chi compra può fare poco oltre a scegliere dove parcheggia.

Il freddo, invece, funziona in modo diverso da come si racconta. Sotto zero la batteria eroga e accetta meno corrente, quindi vedi meno autonomia e ricarichi più piano, ma quella perdita è reversibile e sparisce quando il pacco torna in temperatura. Il freddo estremo diventa un problema di degrado vero solo se ci ricarichi in continua a pacco gelato, ed è il motivo per cui il sistema di gestione ti fa aspettare o [si prende corrente dalla colonnina per scaldare](https://www.adac.de/rund-ums-fahrzeug/elektromobilitaet/laden/ladeverluste-elektroauto-studie/) prima di accettarla nelle celle.

Obiezione legittima, e la risposta onesta è sì: nessuna di queste soglie riguarda l'auto che stai guardando adesso su un annuncio, perché è stata omologata prima. Il beneficio arriva comunque, per un'altra strada. Quando i costruttori devono certificare il 72% a otto anni sui modelli nuovi, la scelta delle celle e la taratura della gestione termica migliorano su tutta la gamma, e in quella gamma finisce anche l'usato di domani.

## Cosa chiedere a un venditore, oggi

Su un'auto elettrica usata la domanda giusta non è quanti chilometri ha fatto. È quanti ne restano dentro la batteria, e la risposta è un numero che esiste.

Chiedi lo **stato di salute** letto in officina con lo strumento diagnostico, con la data della lettura, e non la stima dell'app. Chiedi se il pacco ha vissuto attaccato a una colonnina in continua o a una presa di casa, perché la ricarica veloce ripetuta scalda. Chiedi dove ha dormito l'auto, perché tre estati in un cortile assolato pesano più di ventimila chilometri in montagna. E confronta il numero che ti danno con la garanzia della casa, che sui pacchi in commercio si assesta intorno agli otto anni o 160.000 chilometri con una soglia dichiarata di capacità residua.

Quel confronto è la cosa più utile che puoi fare in mezz'ora, perché ti dice se l'auto è ancora dentro la copertura oppure ne è appena uscita. E se vuoi capire quanti chilometri veri corrispondano allo stato di salute che ti hanno letto, [parti dall'autonomia reale del modello](https://correntia.it/autonomia-reale/) e applica la percentuale: è un conto che si fa in trenta secondi e sposta la trattativa.

*Soglie e date lette sul testo del regolamento (UE) 2024/1257 pubblicato in Gazzetta ufficiale dell'Unione europea l'8 maggio 2024, versione italiana, allegato II e articolo 21; le definizioni vengono dall'articolo 3 dello stesso testo. Comportamento della batteria al freddo dallo studio ADAC del 27 maggio 2025. Le condizioni di garanzia cambiano da costruttore a costruttore: prima di firmare, leggi quelle del modello che stai comprando.*



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Fonte: <https://correntia.it/notizie/articoli/durata-batteria-auto-elettrica-euro-7/> · Eratek Srl · Testo riutilizzabile con licenza CC BY 4.0, citando Correntia — https://correntia.it.
