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url: "https://correntia.it/notizie/articoli/stop-2035-auto-elettrica-cosa-cambia/"
titolo: "Lo stop 2035 è una media di flotta, e Bruxelles la sta riscrivendo"
descrizione: "Lo stop 2035 alle auto benzina e diesel letto sul regolamento: cosa vieta e cosa no, la multa da 95 euro al grammo, la proposta del 90 per cento, le date."
tipo: "articolo"
sezione: "Mercato"
autore: "Giovanni Arena"
pubblicato: "2026-09-14T12:00:00.000Z"
modificato: "2026-09-14T12:00:00.000Z"
minuti_lettura: 10
parole: 1942
editore: "Eratek Srl"
licenza: "CC BY 4.0"
attribuzione: "Correntia — https://correntia.it"
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# Lo stop 2035 è una media di flotta, e Bruxelles la sta riscrivendo

> Lo stop 2035 alle auto benzina e diesel letto sul regolamento: cosa vieta e cosa no, la multa da 95 euro al grammo, la proposta del 90 per cento, le date.

In concessionaria, a Messina, un venditore mi ha detto che «tanto dal 2035 le benzina le vietano, quindi conviene prendere l'elettrica subito». Era gennaio, il caffè della macchinetta stava finendo, e la frase l'avevo già sentita tre volte in un mese: da un collega, da un tassista e da mio padre, che ne aveva ricavato la conclusione opposta, cioè che conviene comprare una benzina finché si può. Stessa data, stessa certezza, due decisioni contrarie. Il testo di legge che sta sotto quella data l'avevano letto in zero su quattro.

L'ho letto io, e questa è la cronologia di cosa dice, di quando l'ha detto e di quello che sta succedendo mentre scrivo. Sono sei date, e la più importante per chi compra un'auto nei prossimi due anni sta in fondo, ed è una data che al momento non esiste ancora.

## 17 aprile 2019: nasce una media, con una multa

Il regolamento che tutti chiamano «stop 2035» è il [regolamento (UE) 2019/631](https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=CELEX:02019R0631-20231203), e nel 2019 il 2035 non c'era. C'era il meccanismo, che è la cosa da capire prima di tutto, perché è rimasto identico in ogni modifica successiva e continua a essere frainteso.

Il regolamento si applica, all'articolo 2, alle autovetture «immatricolate per la prima volta» nell'Unione: auto nuove, quindi, e i soggetti che deve tenere in riga sono i costruttori, chiamati per nome nel testo. A ognuno di loro viene assegnato ogni anno un obiettivo di emissioni medie di CO2 su tutte le auto che ha immatricolato, in grammi al chilometro, calcolato a partire da un obiettivo comune per l'intero parco europeo e corretto per la massa media delle sue auto. Non c'è una riga sul singolo modello: un costruttore può vendere un fuoristrada da 250 grammi finché nella media ci mette abbastanza auto a zero grammi da restare sotto la soglia.

Se la media supera l'obiettivo, l'articolo 8 fa il conto: [emissioni in eccesso per 95 euro, moltiplicato per il numero di veicoli di nuova immatricolazione](https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=CELEX:02019R0631-20231203). Per capire l'ordine di grandezza: un costruttore che immatricola in Europa un milione di auto e chiude l'anno con 5 grammi sopra il proprio obiettivo paga 475 milioni di euro. Cinque grammi sono la differenza fra due versioni della stessa berlina. Il regolamento funziona come la pagella di una classe in cui il voto lo prende il costruttore, e ogni auto che vende è un compito consegnato: può consegnare compiti da quattro, purché la media della classe stia sopra la soglia, e ogni decimo di voto in meno ha un prezzo scritto in euro.

Questo è il punto che il venditore e mio padre avevano saltato. Il regolamento non vieta niente a nessuno: rende progressivamente più cara, per il costruttore, ogni auto con emissioni allo scarico, finché diventa antieconomico produrne. È una differenza da giuristi finché non si arriva alle date, e alle date diventa la differenza fra un divieto e una tassa.

## 19 aprile 2023: arriva il 2035, e vale cento

Il regolamento (UE) 2023/851 inserisce nell'articolo 1 il paragrafo 5 bis, che vale la pena leggere per intero, perché è la frase da cui discende tutto il dibattito: [«A decorrere dal 1° gennaio 2035 si applicano gli obiettivi seguenti per l'intero parco veicoli dell'UE: per le emissioni medie del parco di autovetture nuove, un obiettivo per l'intero parco dell'UE pari a una riduzione del 100 % dell'obiettivo nel 2021»](https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=CELEX:02019R0631-20231203). Cento per cento di riduzione significa zero grammi al chilometro come obiettivo di flotta, e con zero al denominatore la media smette di essere una media: qualunque auto con emissioni allo scarico porta il costruttore sopra l'obiettivo, e ogni grammo costa 95 euro moltiplicato per tutte le auto vendute. È il modo in cui una tassa diventa, nei fatti, un divieto, senza che la parola «divieto» compaia nel testo.

Lo stesso testo mette le tappe intermedie, e la [pagina della Commissione](https://climate.ec.europa.eu/areas-action/transport-decarbonisation/road-transport/cars-and-vans_en) le traduce in grammi: 93,6 grammi al chilometro come obiettivo di flotta europeo dal 2025 al 2029, 49,5 dal 2030 al 2034, zero dal 2035. Per dare un termine di paragone, la stessa pagina scrive che le emissioni medie delle auto nuove in Europa sono calate del 28 per cento fra il 2019 e il 2024 e che le auto a zero emissioni erano il 14,5 per cento delle immatricolazioni del 2024. Il salto dal 2029 al 2030, da 93,6 a 49,5 grammi, è il punto in cui la media si fa dura per tutti, molto prima del 2035.

## 17 giugno 2025: la prima crepa, tre anni fatti media

La prima modifica in senso contrario è piccola e tecnica, e va registrata perché apre la strada a quella grossa. Il regolamento (UE) 2025/1214, adottato il 17 giugno 2025, consente ai costruttori di [rispettare l'obiettivo del periodo 2025-2027 come media dei tre anni](https://climate.ec.europa.eu/areas-action/transport-decarbonisation/road-transport/cars-and-vans_en) e non anno per anno: chi sfora nel 2025 può recuperare nel 2026 e nel 2027. La Commissione, nella stessa pagina, tiene a dire che gli obiettivi non cambiano, cambia il modo di contare la conformità. È vero, ed è anche la prima volta in cui il calendario si piega senza che il numero si muova. Sei mesi dopo si è mosso il numero.

## 16 dicembre 2025: la Commissione propone novanta

Il 16 dicembre 2025 la Commissione presenta il pacchetto automotive e dentro una proposta di modifica del regolamento, la COM(2025) 995. La relazione che l'accompagna spiega cosa fa l'articolo 1: [ridimensiona l'obiettivo per i furgoni del 2030 dal 50 al 40 per cento e l'obiettivo di riduzione per autovetture e furgoni del 2035 «portandolo dal 100 % al 90 %»](https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=CELEX:52025PC0995). Il 10 per cento che resta, dice la [pagina della Commissione](https://climate.ec.europa.eu/areas-action/transport-decarbonisation/road-transport/cars-and-vans_en), andrà compensato con acciaio a basse emissioni prodotto nell'Unione o con carburanti sintetici e biocarburanti, e questo, sempre secondo la Commissione, permette a ibride plug-in, ibride con generatore di bordo, ibride leggere e motori a combustione di «continuare ad avere un ruolo» dopo il 2035.

Torna a quello che hai letto due sezioni sopra: con il 100 per cento la media non ammette eccezioni; con il 90 il denominatore torna a essere un numero, e un costruttore può vendere una quota di auto con emissioni allo scarico purché il resto della flotta le compensi. Il meccanismo è lo stesso del 2019, con una soglia diversa. La proposta aggiunge due cose per gli anni prima: la possibilità di fare media anche sul triennio 2030-2032, e i cosiddetti supercrediti per le elettriche piccole prodotte nell'Unione, cioè un peso maggiore nel conto della media per le auto di quella fascia. Il pezzo sulle elettriche economiche spiega perché quella fascia oggi in Italia sia quasi tutta cinese, e i supercrediti sono la risposta europea a quel numero.

Va detto con la stessa nettezza: è una proposta. La Commissione propone, il Parlamento e il Consiglio decidono, e fino a quel giorno il testo in vigore resta quello con il 100 per cento.

## 9 febbraio 2026 e oltre: dove sta la pratica mentre scrivo

Ho aperto la scheda della procedura sull'Osservatorio legislativo del Parlamento, che si chiama \[2025/0420(COD)\](https://oeil.europarl.europa.eu/oeil/en/procedure-file?reference=2025/0420(COD)), e a settembre 2026 dice tre cose. La proposta è stata pubblicata il 16 dicembre 2025. Il 9 febbraio 2026 il Parlamento l'ha assegnata alla commissione competente, quella per l'ambiente. La fase raggiunta è «in attesa della decisione della commissione», e la data indicativa per la plenaria in prima lettura è il 23 novembre 2026.

In mezzo c'è il [progetto di relazione](https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/ENVI-PR-787667_EN.html) del relatore, l'italiano Massimiliano Salini, che è il testo su cui la commissione voterà gli emendamenti. Non ne riassumo il contenuto, perché le posizioni di un relatore cambiano fino al voto e un pezzo che le fotografa invecchia in una settimana; dico dove sta e chi lo firma. Quello che posso dire è la sequenza che manca: voto in commissione, voto in plenaria, negoziato con il Consiglio, voto finale, pubblicazione in Gazzetta. Ognuno di questi passaggi ha una data che non c'è, e la prima che c'è, il 23 novembre, è «indicativa». Se leggi questo pezzo dopo quella data, la scheda della procedura è il posto in cui controllare cosa è successo, e sta linkata qui sopra per questo.

Un'obiezione legittima, che merita risposta: se il 90 per cento passerà, allora il venditore aveva torto e mio padre aveva ragione, e conviene aspettare. La risposta sta nei numeri della sezione sul 2023. Anche con il 90 per cento, la soglia del 2030 resta a 49,5 grammi, la metà di quella di oggi, e per starci dentro un costruttore deve vendere, grosso modo, un'auto a zero grammi ogni due. Il 2035 è la data che fa notizia; il 2030 è quella che decide il listino delle concessionarie, e nessuna delle proposte in discussione la sposta.

## Il 2035 dalla parte di chi compra

Qui dico cosa penso, con il testo alla mano. Il regolamento riguarda i costruttori e le auto nuove; a chi compra un'auto, di qualunque tipo, nei prossimi anni, cambia poco in modo diretto e molto in modo indiretto.

In modo diretto, niente: l'auto che compri oggi non ha una scadenza scritta in questo testo. Chi compra una benzina nel 2027 la userà finché reggerà, come chi l'ha comprata nel 2017. Chi compra un'elettrica non compra un salvacondotto, perché nessun salvacondotto serve.

In modo indiretto, cambia il listino, e cambia prima del 2035. La soglia del 2030 obbliga i costruttori a vendere elettriche in quantità, e il modo per venderle è abbassare i prezzi o alzare quelli delle termiche, o entrambe le cose. In Italia, secondo la [struttura del mercato UNRAE](https://www.unrae.it/files/04%20Struttura%20del%20mercato%20Agosto%202026_6a96f2eeb6eb2.pdf), le elettriche nei primi otto mesi del 2026 sono l'8,0 per cento delle immatricolazioni e la media ponderata di CO2 delle auto nuove vendute è di 107,4 grammi al chilometro: più del doppio dei 49,5 grammi che l'Europa chiede alle flotte dal 2030. La media del regolamento si calcola sulla flotta europea di ogni costruttore e con le sue regole, quindi il confronto è un ordine di grandezza, ma la direzione è quella: il divario fra i 107 grammi di oggi e i 49,5 del 2030 è la pressione che sentirai sui prezzi, ed è la stessa in tutti gli scenari sul tavolo, 90 o 100 che sia il numero del 2035. Il pezzo sui modelli più venduti mostra dove quella pressione sta già lavorando, e il pezzo sulla plug-in contro l'elettrica dice perché la Commissione, nella proposta di dicembre, ha tenuto le ibride ricaricabili dentro il conto: sono il modo più economico per un costruttore di abbassare la media senza vendere un'elettrica in più.

Quindi il consiglio, se vuoi chiamarlo così, è di togliere il 2035 dal foglio su cui fai il conto. Se ricarichi a casa e fai i chilometri che la maggior parte delle persone fa, l'elettrica conviene oggi per ragioni che stanno nel [calcolatore](https://correntia.it/conviene-elettrico/) e non in Gazzetta. Se fai 40.000 chilometri l'anno in autostrada senza una presa in garage, conviene meno, e il 2035 non ti farà cambiare idea. E se stai scegliendo il modello, i numeri che contano sono quelli di targa, nel [comparatore](https://correntia.it/comparatore-modelli/): potenza, batteria, ricarica. La data della legge non compare in nessuna colonna.

Sono tornato in quella concessionaria a fine mese, per un'altra ragione. Il cartello con la scritta «2035» sulla vetrina c'era ancora. Le date e le percentuali di questo pezzo vengono dal testo consolidato del regolamento su EUR-Lex, dalla pagina della DG Clima aggiornata al 30 gennaio 2026, dalla relazione della proposta COM(2025) 995 e dalla scheda della procedura 2025/0420(COD), letti a settembre 2026; il conto dei 475 milioni è una moltiplicazione mia sui numeri dell'articolo 8, e il confronto fra i 107,4 grammi del mercato italiano e la soglia del 2030 è un ordine di grandezza dichiarato come tale, perché la media del regolamento si calcola sulla flotta europea di ogni costruttore e con regole proprie, mentre qui il mercato è quello di un singolo Paese.



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Fonte: <https://correntia.it/notizie/articoli/stop-2035-auto-elettrica-cosa-cambia/> · Eratek Srl · Testo riutilizzabile con licenza CC BY 4.0, citando Correntia — https://correntia.it.
