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url: "https://correntia.it/notizie/articoli/tre-cifre-che-non-ho-trovato/"
titolo: "Le tre cifre che non sono riuscito a trovare"
descrizione: "Tre numeri che servono a chi guida un'elettrica e che nessuno pubblica. Un paywall, un silenzio del costruttore e una convenzione dello Stato ferma al 2008."
tipo: "articolo"
sezione: "Tecnologia"
autore: "Giovanni Arena"
pubblicato: "2026-08-14T12:00:00.000Z"
modificato: "2026-08-14T12:00:00.000Z"
minuti_lettura: 8
parole: 1475
editore: "Eratek Srl"
licenza: "CC BY 4.0"
attribuzione: "Correntia — https://correntia.it"
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# Le tre cifre che non sono riuscito a trovare

> Tre numeri che servono a chi guida un'elettrica e che nessuno pubblica. Un paywall, un silenzio del costruttore e una convenzione dello Stato ferma al 2008.

Su questo sito prometto che non scrivo un numero se non posso mostrarti da dove viene. Sembra una posizione comoda da tenere. Non lo è, e negli ultimi giorni me l'ha fatto capire tre volte.

Tre cifre che servono, tre ricerche finite contro un muro. Una sta dietro un pagamento, una dietro il silenzio di un costruttore, una dentro un documento dello Stato fermo a diciotto anni fa. Nessuna delle tre l'ho pubblicata, e in un caso mi è costato il passaggio migliore di un articolo già scritto.

Te le racconto perché credo dicano più loro, su come gira l'informazione tecnica in questo mestiere, di dieci pezzi scritti bene.

## Sessantaquattro dollari, e la bottiglia te la vende chi ti dà il numero

Il principio lo capisci in due righe. Se il liquido che raffredda un'auto passa vicino a componenti in alta tensione e conduce elettricità, quel liquido diventa una strada verso massa, e il sistema che sorveglia l'isolamento va in allarme. Per questo esistono refrigeranti a bassa conducibilità. Fin qui è tutto in ordine.

Poi però cerchi **la soglia**, cioè il numero sotto il quale un liquido si può usare, e la faccenda si complica.

Quel valore circola dappertutto, sempre uguale, sempre tondo. Solo che ogni volta che risali alla fonte trovi lo stesso tipo di sito: un produttore di refrigeranti. Il numero vero sta dentro una norma tecnica americana che costa sessantaquattro dollari, non è consultabile, e i produttori la citano per vendere il proprio prodotto. Cosa legittima, per carità. E resta che l'unica gente disposta a darti quel numero è la gente che ti vende la bottiglia.

Ho provato la strada dei costruttori, pensando che almeno loro pubblicassero la propria specifica. Niente. Quelle sigle che leggi sul retro delle taniche rimandano a norme interne riservate: sai che il liquido deve rispettare una certa specifica, e cosa dica quella specifica non te lo dice nessuno. Ti fidi del rivenditore. Punto.

Cosa ci perdi concretamente. Se un giorno ti ritrovi con il vaso in riserva e in officina non hanno il prodotto originale, non hai modo di giudicare da solo se quello che ti propongono vada bene. Non puoi confrontare due schede tecniche, perché il criterio del confronto è coperto. Ti resta aspettare, che nove volte su dieci è pure la scelta giusta.

Ho fatto la cosa che mi sembrava onesta: ho scritto nell'articolo che il principio è documentato e la cifra no, e la cifra l'ho lasciata fuori. Mi è costata la riga più bella della sezione, e ci ho pensato su un po' prima di cancellarla. Poi, cercando su un'auto precisa, ho trovato una cosa che vale molto di più: sulla Jeep Avenger elettrica **Stellantis prescrive lo stesso refrigerante organico della versione a benzina**, perché il raffreddamento del pacco è indiretto e il fluido non tocca mai le celle. La bassa conducibilità serve dove c'è contatto, non ovunque ci sia alta tensione.

Insomma: inseguivo un numero che non potevo avere, e ho scoperto che su quella macchina non serviva. Capita più spesso di quanto sembri che la risposta buona stia una domanda più in là.

## Il silenzio che mi ha dato più fastidio

Questa mi brucia ancora, e ti dico subito perché: è la più semplice delle tre.

A quanti newtonmetro si stringono i bulloni ruota di una Jeep Avenger elettrica? Non è curiosità da smanettoni. È il dato che tiene la ruota attaccata alla macchina, e chiunque monti le invernali da sé dovrebbe averlo scritto da qualche parte.

[Il libretto](https://aftersales.fiat.com/eLumData/IT/57/619_AVENGER/57_619_AVENGER_603.85.821_IT_01_12.22_L_LG/57_619_AVENGER_603.85.821_IT_01_12.22_L_LG.pdf) non lo scrive. Ti dice di stringere in sequenza incrociata, di completare a ruote a terra, di non ingrassare i bulloni e di ricontrollare dopo una quarantina di chilometri. Tutte cose giuste. Il numero, no.

Non sta nei cataloghi ricambi. Non sta sulle schede di chi produce cerchi. I valori che girano per quella piattaforma vanno **dai 100 ai 140 newtonmetro** a seconda di chi parla, e centoquaranta contro cento è il quaranta per cento in più su un serraggio: sotto ti si allenta, sopra snervi il gambo. Il bullone lo conosco, un M12 per 1,25 a sede conica con chiave da 17, classe 10.9. Quello che gli spetta, quello no.

Dove stia scritto lo so benissimo: nella documentazione tecnica di riparazione, a pagamento e riservata agli operatori. Previsto dalle regole europee, tutto regolare sulla carta. Nella pratica vuol dire che un dato di sicurezza elementare costa un abbonamento.

## Lo Stato ha deciso quanto dura un'auto, e per le elettriche non l'ha mai scritto

La terza è la più grossa, perché non finisce in un garage. Finisce in busta paga.

Ogni anno l'ACI pubblica le tabelle dei costi chilometrici, quelle che vanno in Gazzetta Ufficiale e decidono la tassazione delle auto aziendali. Dentro c'è l'ammortamento, e l'ammortamento nasce dividendo il valore per la **vita tecnica convenzionale**: quanti chilometri si presume che quell'auto camminerà prima di morire.

Il metodo è pubblico, e questo all'ACI va riconosciuto. [Cinque pagine](https://www.aci.it/fileadmin/documenti/servizi_online/Costi_chilometrici/Metodologia_web.pdf), si scaricano, e dicono tutto: il valore residuo si assume al venti per cento del listino uguale per chiunque, la vita tecnica cambia con alimentazione e cilindrata. Benzina fino a mille di cilindrata, 120.000 chilometri. Da mille a millecinquecento, 130.000. Oltre, 150.000. Gasolio fino a millecinquecento, **250.000**.

Fermati un attimo su questi due. Fra una benzina di milletrecento e un diesel di milletrecento lo Stato assume quasi il doppio di durata. Non è una misura fatta sul parco circolante: è una convenzione, decisa una volta e mai più discussa in pubblico.

Per le elettriche quel numero non c'è. Ho cercato «elettric» in quel documento. Poi «kWh». Poi «batteri». Poi «energia». Zero occorrenze in tutti e quattro i casi. Il file è nato nel gennaio del **2008** e l'ultima volta che qualcuno l'ha toccato era il 2015: descrive un mondo di benzina e gasolio, e resta l'unica spiegazione pubblica di come nascono anche i numeri delle elettriche. Le tabelle analitiche, quelle voce per voce, esisterebbero, e [per aprirle ti serve lo SPID](https://aci.gov.it/servizio/costi-chilometrici-di-esercizio/).

E il peso non è teorico. Da quando la percentuale del fringe benefit è scesa al dieci per cento per le elettriche, contro il cinquanta ordinario, l'auto aziendale a batteria è una delle poche voci su cui un dipendente italiano risparmia sul serio. Quel risparmio poggia su una tabella, la tabella poggia su un divisore, e quel divisore non lo conosce nessuno fuori dall'ACI. Che sia sbagliato non lo sostengo, e non avrei gli elementi per farlo. Sostengo che non lo può controllare nessuno, il che è una cosa diversa e in un certo senso peggiore.

## Cosa ne faccio, adesso che lo so

Tre storie diverse, stesso finale, e il filo che le lega non è la malafede di qualcuno.

Il refrigerante sta dietro un paywall privato, il serraggio dietro un paywall professionale, la vita tecnica dietro un'abitudine che nessuno ha aggiornato. Nessuna delle tre è un segreto. Sono tre cose che a qualcuno costerebbe poco pubblicare e che nessuno ha interesse a pubblicare, ed è così che nascono i buchi: per attrito, non per cattiveria. *(Mio nonno diceva che le porte chiuse a chiave sono meno di quelle che nessuno ha pensato di aprire.)*

Adesso la domanda che riguarda me. Cosa fa uno che scrive di queste cose quando il numero non arriva? La tentazione è metterlo comunque, con un «circa» davanti, e ti garantisco che non se ne accorgerebbe nessuno. Non è una scelta fra rigore e comodità: è la scelta fra dire una cosa e dire di sapere una cosa.

Ho preso la strada scomoda, e la pago in leggibilità. Quando una cifra non regge alla verifica scrivo che non regge, e ti lascio un vuoto invece di un numero rotondo. So che un vuoto legge peggio. Però almeno sai dove sei, e sai cosa devi ancora chiedere a chi ti sta davanti in officina.

Poi magari mi dirai che sto facendo il difficile per tre numeri che interessano a quattro persone. Domanda legittima, e la risposta è che di quei tre me ne importa uno solo: quello del serraggio, perché quello tiene su una ruota. Gli altri due sono il sintomo. E il sintomo dice che la parte verificabile di quello che leggi su questo settore è più piccola di quanto sembri.

Le tre cifre continuo a cercarle. Se le hai, col documento sotto, sai dove trovarmi: le rettifiche si accettano volentieri, e se finora quella pagina è vuota è solo perché non me le ha ancora segnalate nessuno. Intanto, se il conto che stai facendo riguarda quanto costa muoverti, [il costo di ricarica](https://correntia.it/costo-ricarica/) resta uno dei pochi numeri di questo settore che puoi verificare da solo, con la bolletta in mano.

*Il metodo di calcolo dei costi chilometrici e le vite tecniche convenzionali vengono dal documento metodologico pubblicato da ACI. Le prescrizioni sul serraggio delle ruote e sul refrigerante vengono dal manuale di Uso e Manutenzione ufficiale della Jeep Avenger, scaricato dal portale eLUM di Stellantis. La soglia di conducibilità del refrigerante non compare in questo articolo perché non è verificabile su fonte primaria consultabile, ed è esattamente il punto.*



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Fonte: <https://correntia.it/notizie/articoli/tre-cifre-che-non-ho-trovato/> · Eratek Srl · Testo riutilizzabile con licenza CC BY 4.0, citando Correntia — https://correntia.it.
