Il viaggio in elettrico, deciso sosta per sosta
Un viaggio in elettrico si rovina a tavolino, non in autostrada: parti senza sapere dove ti fermerai e ogni chilometro diventa un calcolo mentale. Facciamolo qui, il calcolo. Metti autonomia, consumo, batteria e picco di ricarica della tua auto, poi partenza e arrivo come su un navigatore — l'autocompletamento conosce vie e città di tutta Italia. Ne esce il piano sosta per sosta: dove fermarti, quanti kWh, quanti minuti, quanti euro, sempre con un margine di sicurezza. Tu pensa a guidare.
Percorso © OpenRouteService · Dati colonnine © Open Charge Map · Mappa © OpenStreetMap contributors © MapTiler.
Il metodo: comanda la finestra 10–80%
La regola del viaggio elettrico sta tutta in una fascia: 10–80%. Oltre l'80% la ricarica crolla e ogni minuto alla colonnina rende meno del precedente — per questo il pianificatore preferisce soste brevi e frequenti alle alte potenze, invece dell'unica sosta-monumento fino al 100%. Fermarsi un quarto d'ora due volte batte quasi sempre mezz'ora abbondante una volta sola.
Il calcolo non è una sfera di cristallo, ed è giusto dirti com'è fatto: dati della tua auto più percorso reale di OpenRouteService, incrociati con le colonnine Open Charge Map entro la deviazione che scegli tu (3, 5 o 10 km). Ne esce la sequenza delle soste — percentuale d'arrivo, kWh da caricare, tempo e costo di ciascuna, più il totale a tariffa media. Una stima trasparente per partire sereni, non una simulazione perfetta: la differenza la dichiariamo, non la nascondiamo.
Prima di fidarti di qualunque piano
- Margine di sicurezza: alla colonnina si arriva con una riserva, sempre. Se la trovi occupata o guasta, la differenza tra un contrattempo e un problema sta tutta lì.
- Inverno: col freddo l'autonomia cala anche del 15-20%, non per difetto ma per fisica. L'opzione freddo mette quel pessimismo dentro il piano — che è il posto giusto dove tenerlo.
- Potenza reale: il picco dichiarato vive in una finestra di carica precisa. Il tempo della sosta lo fa la potenza media, non il numero scritto sul totem.
Per i viaggi dove non puoi sbagliare, incrocia il piano con lo strumento del costruttore: lui conosce la curva di ricarica del tuo modello esatto, noi ragioniamo su medie dichiarate. Due fonti, zero sorprese.
Il conto del viaggio, sosta per sosta
In autostrada, a tariffe ultra-fast (0,50–0,90 €/kWh), un'auto efficiente da 16–18 kWh/100 km spende indicativamente 8–14 € ogni 100 km di sola ricarica rapida — l'ordine di grandezza di una benzina equivalente, non il salasso che immagini. Il trucco per stare sotto: le soste lunghe falle in AC o a casa, e oltre l'80% non caricare se non serve. Il piano ti mostra il costo di ogni sosta e il totale: niente conti sul retro dello scontrino.
Perché all'80% conviene staccare
La curva di ricarica non è una retta: la potenza è massima a batteria quasi scarica e si affloscia man mano che ti avvicini al pieno. Gli ultimi 20% possono costarti quasi quanto il primo 60% — minuti passati a guardare un numero che sale piano. In viaggio la mossa è ripartire all'80% e lasciare il «pieno» alla colonnina dell'arrivo. È la stessa logica dei navigatori di bordo; qui la vedi applicata a carte scoperte.
Come si legge il piano
Ogni sosta ti dice quattro cose: con che percentuale arrivi, quanti kWh caricare, quanto dura, quanto costa — a una tariffa media di 0,55 €/kWh, dichiarata e uguale per tutte, così i confronti tornano. Il cap è all'80% (oltre, tanto, conviene ripartire) e la riserva d'arrivo che imposti è sacra. E se un tratto coi tuoi parametri non si può fare — capita, con autonomie corte e zone scoperte — te lo diciamo in faccia invece di inventare soste impossibili: allarga la deviazione massima o abbassa la potenza minima richiesta, e riprova.
Tre casi veri, per farsi l'occhio
- Milano–Roma (≈570 km) con una berlina da 350 km reali: 2 soste fast, una cinquantina di minuti di ricarica in tutto, 25-30 € stimati. Meno drammatico di come lo raccontano al bar.
- Tratte sotto l'autonomia (Milano–Monza, per dire): nessuna sosta, e il piano te lo conferma al volo — anche il non-piano è un'informazione.
- Isole e zone poco coperte: con riserva alta e deviazione stretta il piano può dirti «non si fa». Saperlo PRIMA di partire non è un difetto dello strumento: è esattamente il suo lavoro.
Il pianificatore di viaggio calcola dove fermarti a ricaricare lungo il tragitto, in base ad autonomia e consumo della tua auto, con tempi e costi stimati per ogni sosta.