Ogni colonnina d'Italia, su una mappa che ragiona
L'ansia da ricarica finisce dove comincia una mappa fatta bene. Qui dentro ci sono 10.568 punti censiti da Open Charge Map, da Bolzano a Lampedusa: blu le fast (≥50 kW), viola le ultra-fast (≥150 kW). Filtra per potenza, attiva «Vicino a me», tocca un punto e sai chi è e quanto eroga. E tieni a mente la regola di casa: la colonnina giusta non è la più vicina, è quella adatta alla tua auto.
Dati © Open Charge Map (CC BY 4.0) · Mappa © OpenStreetMap contributors © MapTiler.
La rete italiana nel 2026: più grossa, e finalmente più veloce
«In Italia non ci sono colonnine» è un'idea rimasta al 2021. A fine marzo 2026 i punti pubblici erano 78.253, oltre 12.000 in più in dodici mesi (Motus-E). E la notizia vera non è quante, ma come: il 64% delle installazioni dell'ultimo anno è veloce o ultraveloce, contro il 50% dell'anno prima. La distribuzione resta sbilanciata — guida la Lombardia, poi Piemonte, Veneto, Lazio ed Emilia-Romagna, col Sud e le isole che inseguono — e questa mappa te la mette davanti com'è: a colpo d'occhio vedi dove ricaricare è semplice e dove serve pianificare.
La colonnina giusta, non la più vicina
La distanza è solo metà della scelta, e nemmeno la metà importante. Conta la potenza adatta al tuo tempo: sosta breve in viaggio, fast o ultra-fast (filtro blu o viola); ricarica lunga mentre lavori o dormi, va benissimo una AC — che di solito costa pure meno. Filtra per potenza prima di partire: ti eviti la colonnina lenta scoperta a batteria scarica.
Esempio concreto: la tua auto accetta al massimo 50 kW in DC? Attaccarla a una colonnina da 150 o 350 non la fa caricare più in fretta di un minuto — rischi solo di pagare una tariffa più alta per potenza che non usi. Al contrario, su un'auto che regge 150 kW e oltre, l'ultra-fast trasforma la sosta da un'ora in una pausa caffè da venti minuti. Prima di usare bene questa mappa, impara un numero solo: il picco di ricarica della tua vettura.
Tre cose che si imparano sul piazzale
- Controlla l'operatore: tariffe, app e pagamenti cambiano da gestore a gestore (Enel X Way, Ewiva, Free To X, Be Charge, A2A…). Arrivare con l'app giusta già installata — o una card interoperabile — significa partire in trenta secondi invece che litigare con una registrazione sul piazzale.
- Disponibilità reale: questa mappa censisce le colonnine, non ti dice se in questo momento sono libere o guaste. Lo stato live è mestiere dell'app dell'operatore: usale insieme.
- Potenza dichiarata vs reale: la colonnina da 300 kW eroga il picco solo quando tutto è d'accordo — carica bassa, batteria in temperatura, nessun'altra auto attaccata. Il numero sul totem è marketing gentile: conta la potenza media della tua sosta.
Fast, ultra-fast o AC: si sceglie col tempo, non col nome
- AC (fino a 22 kW) — ideale per ricariche lunghe (notte, lavoro). La più diffusa ed economica, ma per il «pieno» servono ore.
- DC fast (50–149 kW) — il compromesso da viaggio: in 30–40 minuti ti riprendi buona parte dell'autonomia, il tempo di un pranzo veloce.
- DC ultra-fast (150 kW+) — la ricarica da autostrada: sulle auto che la reggono, 10→80% in 15–25 minuti. E in Italia ormai oltre il 60% dei punti autostradali supera i 150 kW: non è più roba rara.
Autostrada: il problema che si sta sgonfiando
I punti in autostrada sono arrivati a 1.461, con circa metà delle aree di servizio attrezzata: l'87% è in continua veloce e il 61% supera i 150 kW. Tradotto dal linguaggio dei report: un Milano–Roma o un Torino–Napoli in elettrico oggi si pianifica in cinque minuti, non si «affronta». Le soste te le calcola il pianificatore di viaggio, prima ancora di uscire di casa.
Sulla mappa trovi tutte le colonnine di ricarica per auto elettriche in Italia — 10.568 punti filtrabili per potenza e operatore — con dati Open Charge Map che si rinnovano a ogni pubblicazione.