Quanto si paga per assicurare un'auto elettrica in Italia? La risposta più utile comincia da una cosa che sorprende: nessuno lo sa con precisione, perché il dato pubblico che distingue i premi per alimentazione non esiste.
Ho cercato su IVASS e su ANIA, i due soggetti che pubblicano statistiche su questo mercato: un premio medio delle sole elettriche, in euro, nessuno dei due lo pubblica. Esiste però qualcosa di più interessante di una media, e sta in un quaderno di ricerca che quasi nessuno ha letto.
Quanto si paga, e l'unico numero che separa le elettriche
Il livello generale lo dà IVASS con la rilevazione trimestrale sui prezzi effettivamente pagati. Nel primo trimestre 2026 il premio medio delle autovetture è di 423,4 euro, in crescita del 3,2% nominale e dell'1,5% al netto dell'inflazione.
Nello stesso documento ci sono due cifre che spiegano quanto sia poco utile guardare la media. Lo sconto medio rispetto al premio di tariffa vale 209 euro, cioè il 38,4%, e riguarda il 90,7% dei contratti. E fra una compagnia e l'altra le variazioni annue di prezzo vanno da meno 6% a più 15%.
L'unico documento pubblico italiano che isola le elettriche è il Quaderno IVASS numero 33, del marzo 2025: le auto ibride ed elettriche «sono state interessate da un incremento di premio superiore rispetto a quelle con altra alimentazione», con un aumento del 15,2% contro il 12,9% fra il gennaio 2021 e il luglio 2024. Dal gennaio 2023 il divario si allarga: 20,6% contro 14,4%. Attenzione a cosa misura quella cifra: misura una velocità di crescita, e il livello dei premi in euro quel quaderno non lo pubblica.
La variabile che per un'elettrica non esiste
Adesso il punto tecnico che spiega quasi tutto il resto, e che non ho visto raccontare da nessuna parte.
Nello stesso quaderno IVASS elenca le variabili di prezzo osservate nei dati: età dell'assicurato, classe di merito, numero di sinistri negli ultimi cinque anni, cilindrata ed età del veicolo, scatola nera, frazionamento, convenzioni, formula di guida, provincia di residenza.
Rileggi la quarta voce. La cilindrata è, storicamente, la principale caratteristica del veicolo su cui poggia la tariffazione italiana. Un'auto elettrica non ce l'ha.
Non è un cavillo. La guida ai consumatori che IVASS pubblica cita fra i fattori di rischio «la potenza del veicolo», e i kilowatt un'elettrica li ha eccome, spesso in abbondanza rispetto a una termica di pari prezzo. Ma potenza e cilindrata sono due grandezze diverse, e il passaggio dall'una all'altra ogni compagnia lo risolve con criteri suoi, che non pubblica. Una può trattare una compatta elettrica da 150 kilowatt come una berlina di grossa cilindrata; un'altra guarda il segmento e arriva a un numero lontanissimo.
Ecco perché su questo tipo di auto la dispersione dei preventivi è più larga che altrove, e perché quel meno 6 e quel più 15 di IVASS pesano qui più che su una utilitaria a benzina.
Da qui discende il modo sensato di comportarsi, ed è diverso a seconda di chi sei. Se stai passando all'elettrico da una termica che hai già, la mossa che rende di più è chiedere il preventivo ad almeno quattro compagnie invece delle solite due. Se l'elettrica è la prima assicurata del nucleo, il beneficio più grosso sta nella classe di merito. Se invece l'auto è aziendale o a noleggio, il premio non lo scegli, e conviene spostare l'attenzione su cosa copre la polizza che ti hanno dato.
Il resto della pagina serve a mettere alla prova questa conclusione.
La batteria è coperta? Dipende da cosa la rompe
Qui i documenti ci sono e sono pubblici, perché i set informativi delle polizze devono esserlo per legge. La buona notizia è che il pacco batteria non viene escluso in blocco: il set informativo Allianz dice testualmente che sono oggetto di copertura anche i danni «derivanti da incendio, esplosione o scoppio del Battery Pack dedicato a fornire energia all'apparato motore».
Poi però arrivano le esclusioni, ed è lì che va guardato. Sempre nello stesso documento, per la componente batteria l'assicurazione non vale per i danni «dovuti a corto circuito, se non determinato dall'azione diretta del fulmine o da evento indennizzabile ai sensi della garanzia incendio o furto», e per quelli subiti «durante le operazioni di installazione e rimozione o quando si trovi separato dal veicolo», salvo il furto.
Tradotto: se la batteria brucia in un incendio, sei coperto. Se cede da sola per un guasto elettrico interno, la strada da percorrere è la garanzia del costruttore.
C'è poi una riga che riguarda il degrado, e va conosciuta prima di firmare. Una compagnia lo scrive senza giri: non rientrano nella copertura «la normale usura, la riduzione della capacità di ricarica nel tempo o i difetti già presenti prima dell'evento dannoso». Nessuna polizza paga per una batteria che invecchia. Sembra ovvio scritto qui, e non lo è per chi ha visto lo stato di salute scendere e pensa di avere un sinistro fra le mani.
Sulle apparecchiature di ricarica, infine, i massimali sono piccoli e nominativi: 600 euro per sinistro su un'estensione dedicata alle elettriche, 800 euro sulle apparecchiature in kasko presso un'altra compagnia. (Se pensavi che la wallbox da millecinquecento euro fosse coperta per intero, no.)
Sulle riparazioni il divario si sta chiudendo
Il premio nasce da quanto costa mediamente sistemare quell'auto, e il dato più solido arriva dalla Germania. L'associazione degli assicuratori tedeschi ha confrontato 53 serie di modelli accoppiate e nell'agosto 2025 ha pubblicato due numeri da leggere insieme. I danni in kasko delle elettriche costano dal 15 al 20% in più delle termiche comparabili, e l'anno precedente lo stesso studio dava dal 20 al 25%: il divario si sta stringendo. Nello stesso tempo la frequenza dei sinistri in kasko delle elettriche risulta dal 10 al 15% inferiore.
Il secondo numero quasi nessuno lo riporta, ed è quello che spiega perché il premio non esploda: le riparazioni costano di più e capitano di meno.
Un però c'è, e riguarda la batteria. Thatcham Research segnala che il pacco vale fino al 40% del valore del veicolo, e che le procedure prescritte dai costruttori portano spesso a sostituirlo per un danno all'involucro, con un preventivo superiore al valore dell'auto. È il meccanismo che manda in perdita totale un'elettrica di tre anni dopo un urto laterale modesto.
Bonus malus e legge Bersani non cambiano
Questa sezione è corta perché la risposta è secca.
Nessuna norma italiana sul bonus malus distingue i veicoli per alimentazione, e le domande frequenti di IVASS confermano che la legge Bersani resta valida e che il bonus familiare del 2019 consente di applicare la classe di merito più favorevole del nucleo anche fra veicoli di tipologia diversa.
Quello che nessuno pubblica
Chiudo con i buchi, perché su questo tema sono grossi e nessuno li dichiara.
Non esiste un premio medio in euro delle sole auto elettriche italiane: IVASS non lo pubblica, ANIA nemmeno, e i dati del suo osservatorio sui fattori di tariffazione restano riservati alle imprese che li forniscono.
Non esiste un tasso di perdita totale confrontabile con quello delle termiche. Su questo Thatcham è di un'onestà rara: «non ci sono dati, o quasi, su cui stimare in modo affidabile i tassi relativi di perdita totale». Le due cifre opposte che circolano non le ho potute verificare alla fonte, quindi qui non le trovi.
E sulle pagine ufficiali delle compagnie italiane non c'è una sola percentuale di sconto dichiarata per i veicoli elettrici: ho aperto i prodotti dedicati di sei compagnie, e ho trovato garanzie in più, massimali in euro, nessuna percentuale.
Resta quindi la domanda giusta da fare al telefono con l'agente: su questo modello, quale grandezza usate al posto della cilindrata? La risposta dirà più cose sul preventivo di qualsiasi confronto fra marchi, e il numero che ne esce va poi messo dentro il conto completo accanto all'energia e alla manutenzione.
Premi medi e variabili di pricing dai documenti IVASS citati: rilevazione IPER del primo trimestre 2026 e Quaderno n. 33 del 10 marzo 2025. Premi delle polizze rinnovate dal focus ANIA Trends di giugno 2026, che dà 361 euro sulle autovetture a uso privato e il 26,2% di incidenza fiscale. Coperture ed esclusioni sul pacco batteria dai set informativi pubblicati dalle compagnie citate: prima di firmare vanno letti quelli della polizza proposta, perché cambiano da prodotto a prodotto. Costi e frequenza dei sinistri dallo studio GDV del 13 agosto 2025 e dai rapporti Thatcham Research del 2023 e del 2026. Questa pagina informa e non è una consulenza assicurativa.