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La soglia che ha cambiato il mercato
Per anni la frase «l'elettrica costa troppo» è stata semplicemente vera. La fascia sotto i 25.000 euro, che fino a poco fa conteneva un modello e mezzo, oggi è un segmento vero con alternative reali. Ma è anche la fascia dove i listini giocano più sporco, e dove due auto allo stesso prezzo possono essere acquisti completamente diversi.
Le tre domande che smontano un listino
La prima: quel prezzo, con quale batteria? Diversi modelli entrano in fascia solo nella versione con l'accumulatore piccolo, e la differenza tra 25 e 40 kWh utili è la differenza tra un'auto di città e un'auto e basta.
La seconda: la ricarica DC com'è? Nella fascia bassa si risparmia spesso lì: potenze di picco modeste o, in qualche caso, ricarica rapida a pagamento come optional. Per chi ricarica solo a casa conta poco; per tutti gli altri è la voce da controllare prima del colore.
La terza: la pompa di calore c'è? Sotto una certa soglia spesso no, e chi vive dove l'inverno esiste se ne accorgerà in autonomia persa. Il perché lo spieghiamo nel pezzo sulla pompa di calore: qui basta saperla cercare nella scheda.
Dove stanno i soldi veri
Messe in colonna, le proposte della fascia si dividono in due famiglie: le nate-economiche, progettate al centesimo per stare sotto la soglia, e le declassate, versioni base di auto più ambiziose. Le prime (la Spring ne è l'archetipo, la nostra prova lo racconta) danno il miglior costo al km del mercato e chiedono in cambio rinunce dichiarate. Le seconde regalano la piattaforma delle sorelle maggiori ma vanno comprate con la scheda tecnica in mano, per non pagare il badge e portare a casa la dotazione svuotata.
Il consiglio operativo
Fissa prima i tuoi minimi non negoziabili (km al giorno, ricarica a casa sì o no, quante persone a bordo), poi entra in listino e depenna. Nella fascia dei 25.000 la scelta giusta non è la migliore in assoluto: è quella con le rinunce che non noterai mai.