Prova condotta a giugno 2026, ~450 km, anello dei Peloritani e autostrada
Contenuto dimostrativo di test per il CMS: impressioni e numeri sono indicativi e non verificati. Da non pubblicare.
Il giro senza la domanda
Ogni prova su quest'anello ha una domanda fissa: dove cade la sosta? La Model 3 è la prima auto di questa serie a cancellarla. Partita al 100%, rientrata a Messina con più di un terzo di batteria, senza mai guidare pensandoci. La normalità termica, raggiunta per via elettrica: era questa la promessa, ed è mantenuta.
L'efficienza come architettura
Il segreto non è la batteria grande: è quanto poco consuma. L'aerodinamica lavorata al decimale, la gestione termica con la pompa di calore, l'elettronica di potenza al carburo di silicio: ogni pezzo del progetto rema nella stessa direzione, e il risultato è un consumo autostradale che le rivali vedono solo in città. Sulla salita del valico la percentuale scendeva con una pigrizia quasi comica.
Se ti interessa il meccanismo per cui l'autostrada punisce le elettriche, lo abbiamo smontato in un pezzo dedicato: la Model 3 è l'eccezione che conferma la fisica.
Dove non è la migliore
Il fondo sconnesso della SS185 la mette in difficoltà: l'assetto è rigido e i colpi secchi arrivano dentro. I comandi concentrati nello schermo restano una scelta divisiva: il tergicristallo nel touchscreen, dopo anni, ancora non ha senso. E la qualità percepita, pur cresciuta, non è da berlina premium tedesca.
Cosa non ho potuto provare
La guida assistita nelle sue versioni più spinte, non attive sulla vettura in prova, e i viaggi da mille km in un giorno, dove la rete Supercharger fa la differenza vera secondo chiunque la usi.
Verdetto secco
Come oggetto tecnologico non ha rivali al prezzo. Come automobile, nel senso affettivo del termine, lascia più freddi. Chi macina chilometri compri questa e ringrazi l'aerodinamica. Chi cerca coccole e morbidezza ha già capito da tre paragrafi che deve guardare altrove.