Perché ci sono così tante auto elettriche usate in vendita? Perché il contatore corre: a settembre 2026 i passaggi di proprietà di auto elettriche usate sono cresciuti del 20,1% rispetto a un anno prima, mentre il mercato dell'usato nel suo insieme calava dell'1,2%. Le vetrine però ingannano sulla scala. Quelle stesse auto elettriche usate sono l'1,4% dei passaggi, e il resto del piazzale è ancora benzina, gasolio o ibrido. Questo è un duello letto sui registri del PRA, voce per voce, con una conseguenza per chi compra alla fine di ogni voce. Il dataset è il bollettino Auto-Trend di ACI, i conti sono miei e li scrivo per esteso.
Quante auto elettriche usate cambiano mano, contro quante benzina
A settembre 2026 il PRA ha registrato 284.708 passaggi di proprietà di autovetture, contro i 288.065 di settembre 2025: meno 1,2%. Nei primi nove mesi dell'anno i passaggi sono 2.375.257, lo 0,5% in meno del 2025. È il contesto del duello: un mercato grande e fermo, che nel 2025 aveva chiuso a 3.221.145 passaggi, in crescita del 2,1%.
Dentro questo mercato, la tabella delle alimentazioni del comunicato ACI dice chi sale e chi scende. La benzina è al 37,1% dei passaggi, con un calo dell'1,8%; il gasolio al 36,2%, con un calo del 9%; le ibride a benzina al 12%, in crescita del 22,5%; le elettriche all'1,4%, in crescita del 20,1%. Un anno prima erano l'1,2%.
ACI non pubblica il numero assoluto delle BEV usate, e quindi lo derivo, con la quota moltiplicata per il totale: 1,4% di 284.708 fa 3.986. Per la benzina, 37,1% di 284.708 fa 105.627. Nel mese di settembre sono passate di mano in Italia poco meno di quattromila auto elettriche usate e poco più di centocinquemila benzina usate: ventisei a uno. Per sentire la scala: quattromila al mese sono un passaggio ogni undici minuti, notte compresa; centocinquemila sono uno ogni venticinque secondi.
La serie corta dice la direzione. A luglio le elettriche erano l'1,3% dei passaggi, in crescita del 17,4%; ad agosto l'1,2%, in crescita del 14,5%; a settembre l'1,4% e il 20,1%. Nel 2025 intero i trasferimenti di BEV usate erano cresciuti del 40%. Due anni di crescita a doppia cifra su un mercato piatto: il mercato esiste, ed è giovane.
Qui entra il numero del titolo del comunicato. «Ogni 100 autovetture nuove, a settembre ne sono state vendute 213 usate», e nei primi nove mesi 188. Duecentotredici è il rapporto di tutto il mercato, e dice che in Italia la domanda di auto, per due terzi, finisce sull'usato. Il duello chiede il rapporto per alimentazione, che ACI non stampa e che si ricostruisce con due colonne dello stesso bollettino. Le prime iscrizioni di autovetture a settembre sono 133.883, e le elettriche ne sono l'8%, contro il 5,8% di un anno prima: 8% di 133.883 fa 10.711 BEV nuove. Divido: 3.986 usate su 10.711 nuove fa 0,37. Per ogni cento auto elettriche nuove iscritte al PRA, a settembre ne sono passate di mano trentasette usate. Per la benzina la stessa colonna dà il 17,5% di 133.883, cioè 23.430 nuove, e 105.627 usate su 23.430 nuove fa 4,51: quattrocentocinquantuno usate ogni cento nuove. Il rapporto generale di duecentotredici sta in mezzo, e le due alimentazioni gli stanno ai lati opposti. (UNRAE, che conta dalla Motorizzazione e arriva a 139.356 vetture con le BEV al 7,6%, dà un denominatore un poco diverso: con i suoi numeri il rapporto fa trentotto. Uso la colonna ACI perché numeratore e denominatore vengono dallo stesso registro.)
La quota dell'1,4% è il numero più citato e meno capito del bollettino, perché il denominatore cambia il numero, e ACI lo scrive nel titolo della tabella: «passaggi di proprietà al netto delle minivolture». Le minivolture sono le intestazioni temporanee al commerciante, cioè l'auto che entra nel piazzale in attesa di un compratore; i passaggi netti sono le vendite a un utilizzatore finale. A settembre le minivolture di autovetture sono state 199.932, e le elettriche ne sono l'1,9%, in crescita del 28,9%. Moltiplico: 1,9% di 199.932 fa 3.799 BEV entrate nei piazzali in un mese, contro 3.986 passate a un utilizzatore finale. Per il mercato intero il rapporto fra le due colonne è 199.932 su 284.708, cioè 0,70 minivolture per passaggio netto; per le elettriche è 3.799 su 3.986, cioè 0,95. L'auto elettrica usata passa dal commerciante quasi una volta su una, l'usato medio due volte su tre. La domanda dell'apertura si spiega qui: sono poche, e stanno quasi tutte in vetrina.
Il terzo denominatore sono le radiazioni, 106.883 a settembre, trainate dalle demolizioni: chi somma passaggi e radiazioni per dire «il mercato dell'usato» conta anche le auto che non circolano più, e lì le BEV sono quasi assenti. Il conto completo, per chi lo vuole rifare: 3.986 più 3.799 fa 7.785 BEV su 284.708 più 199.932, cioè 484.640 pratiche, e la quota diventa l'1,6%. Sui soli passaggi netti è l'1,4%, sulle sole minivolture l'1,9%. Tre numeri veri per lo stesso mese, e chi ne cita uno senza dire quale denominatore ha usato fa propaganda, in una direzione o nell'altra.
La conseguenza per chi compra: la BEV usata da privato è un bacino sottile, perché la maggior parte delle quattromila auto al mese sta dal commerciante, con la garanzia legale di conformità attaccata, che fra privati non esiste. Il prezzo del concessionario contiene quel servizio. Il resto è vetrina.
Il residuo, la voce del duello che oggi resta senza arbitro
Qui devo dichiarare un vuoto. Transport & Environment ha pubblicato a fine settembre 2026 uno studio sul valore residuo delle BEV usate in Europa, con un divario rispetto alle termiche che si sarebbe ristretto in pochi anni, e la stampa italiana lo ha ripreso con cifre precise. La pagina di T&E, il giorno in cui ho scritto, non si è lasciata aprire, e un numero letto solo attraverso un giornale su questo sito non entra. Quindi il divario del residuo, in punti percentuali, qui non c'è. Stessa sorte per la rilevazione JD Power di luglio, citata nel pezzo sulle tabelle ACI: oggi la pagina non risponde.
Quello che il residuo è, invece, lo posso scrivere. Per ACI è una convenzione: nel metodo dei costi chilometrici il valore residuo è fissato al 20% del listino per qualunque alimentazione, come ho già raccontato nel pezzo sullo 0,3470 della Grande Panda, e nessuna quotazione dell'usato entra in quella tabella. Per il mercato è il prezzo che un compratore accetta tre o quattro anni dopo, e dipende da quanto costa quel giorno la stessa auto nuova. Un'àncora: la Renault 5 E-Tech techno da 52 kWh costa 32.990 euro chiavi in mano sul listino del 16 settembre 2026. Ogni dieci punti di residuo su quell'auto valgono 3.299 euro: un residuo al 40% lascia in mano 13.196 euro, uno al 50% ne lascia 16.495.
Il residuo si stringe perché il nuovo costa meno, e l'usato vale quanto prima. Vale per qualunque auto il cui listino scende, e per le BEV è successo con le citycar di cui ho scritto nel pezzo sulle elettriche economiche: il residuo di una BEV comprata nel 2023 si calcola sul listino del 2023, e se il modello nuovo è sceso, l'usato scende con lui. La domanda che conta, per chi compra oggi, è quanto costerà nuova fra tre anni l'auto che compra usata. Chi la compra sotto un listino che ha già toccato terra, come la R5 a 32.990, compra un residuo che ha meno strada da perdere di chi l'ha pagata al prezzo di lancio.
Sull'età la benzina gioca un campionato che l'elettrica non ha
ACI dice quanti anni hanno le auto che cambiano mano, e il dato ha una forma che chi ragiona di elettrico trascura. A settembre le auto fra i 20 e i 29 anni sono state il 17% dei passaggi, contro il 15,4% di un anno prima, e quelle oltre i 30 anni il 2,9%. Una vettura su cinque, fra quelle vendute usate, è uscita dalla fabbrica prima del 2007. ACI ha scritto in prosa che la presenza delle vetture usate più anziane è «in progressivo aumento», e a luglio la stessa classe stava al 16,2%.
Questo è il mercato che la BEV usata non può giocare, per costruzione: le elettriche in Italia erano il 5,8% delle prime iscrizioni a settembre 2025 e l'8% a settembre 2026, e il mix per segmento, con una citycar su cinque già a batteria, l'ho smontato nel pezzo sulle elettriche più vendute. Una flotta che si è riempita negli ultimi quattro anni produce un usato di quattro anni, e la sua anzianità media non la decide il compratore. La benzina ventennale, che tiene in piedi un quinto del mercato, è il gradino d'ingresso di chi spende poco, e sull'elettrico quel gradino arriverà quando le auto del 2023 avranno vent'anni.
Per chi compra, la conseguenza è di prezzo. Il confronto che regge mette la BEV di tre anni accanto alla benzina di tre anni, e lascia fuori la benzina media del piazzale, che ha il doppio dell'età; lì il duello si gioca sul listino di partenza e sul bollo. In fondo al listino, oggi, la benzina gioca da sola.
Cosa segue l'auto al secondo proprietario, e cosa no
La garanzia della batteria segue il veicolo: quattro case (Tesla, Kia, Hyundai, Peugeot) lo scrivono sulle loro pagine italiane, altre non pubblicano la clausola e va chiesta per iscritto, come ho spiegato nel pezzo sullo stato di salute della batteria. Lì stanno anche i due modi di leggere il SoH, dalla centralina o sotto carico; per la Tesla Model 3 ho scritto lotto per lotto cosa guardare sul libretto, e la soglia del 70% con l'onere della prova sta nel pezzo sulla garanzia della batteria. La benzina usata di tre anni ha la garanzia del costruttore in scadenza, e nessun componente da far certificare prima della firma.
Il bollo invece segue la data. L'esenzione di cinque anni decorre dalla prima immatricolazione, come ho scritto nel pezzo sul bollo al sesto anno: una BEV del 2023 comprata usata nel 2026 ha davanti due anni esenti, poi paga un quarto. L'annuncio che scrive «bollo esente» vende un residuo di esenzione, e quel residuo si legge in mesi sul libretto, alla riga della prima immatricolazione.
La conseguenza per chi compra sta su due righe del libretto: la data di prima immatricolazione, che dice quanti mesi di esenzione restano, e il numero di telaio, con cui si apre la pratica di garanzia con la casa. Il verdetto sui numeri di settembre è secco: trentasette BEV usate ogni cento nuove contro duecentotredici del mercato intero, e quasi una su una che passa dal piazzale. L'usato elettrico esiste, ed è un mercato giovane che passa dal commerciante. Il residuo resta l'unica voce senza numero, fino a quando una pagina di T&E si farà leggere. Dati ACI di settembre 2026, pubblicati il 7 ottobre nel comunicato e nel bollettino Auto-Trend; immatricolazioni UNRAE del 1 ottobre; listino Renault del 16 settembre. Le moltiplicazioni e le divisioni sono mie e stanno scritte sopra, perché chiunque le rifaccia.
