Prova condotta a settembre 2026, poco più di 100 km a Messina e dintorni: autostrada e statali, più la città
Prova su strada a Messina e dintorni, poco più di 100 km fra autostrada e statali con tratti urbani in mezzo, non sull'anello dei Peloritani, a settembre 2026, con temperatura esterna fra 27 e 30 °C. In auto non porto strumenti: le impressioni e i voti nascono dalla guida, i consumi e le autonomie sono letti sul computer di bordo e incrociati con i dati ufficiali, non rilevati con strumentazione dedicata. I dati di targa e i confronti vengono dalle fonti citate nel testo.
Giro di prova di un concessionario, senza condizioni sul giudizio e senza compenso.
La Renault 5 che mi consegnano è nera, con gli interni neri, ed è rimasta più di sei ore al sole di settembre prima che io aprissi la portiera. Il clima parte prima ancora della posizione di guida, e resterà acceso per tutto il giro: pesa su ogni numero che segue.
Il metodo di questo sito promette l'anello dei Peloritani, e stavolta non c'è: l'auto era un giro di prova di un concessionario, un pomeriggio a Messina e dintorni, poco più di cento chilometri fra autostrada, a 130 all'ora o nel tira e molla, qualche statale quasi veloce, la città.
Il metro è il segmento delle piccole, fascia A e B: le rivali dirette sono Citroën ë-C3, Fiat Grande Panda elettrica, Hyundai Inster, BYD Dolphin Surf, Mini Cooper E e SE, Peugeot e-208 e Opel Corsa Electric. Il voto sui cinque criteri è 7,1, media esatta dei cinque.
Il posto di guida, e la schiena a fine giro
La posizione giusta l'ho trovata in fretta: sedile manuale, volante regolabile, specchi esterni elettrici e lo specchio interno che incornicia bene il lunotto piccolo. I tre poggiatesta posteriori, invece, danno fastidio, e per cento chilometri. Le manovre sono facili: l'auto è lunga 3.922 millimetri, gli ingombri si intuiscono senza sporgersi, e la retrocamera occupa tutto lo schermo centrale.
Poi c'è il sedile, la nota dolente della prova. Contiene bene, ma nella zona lombare non ha nessun supporto e nemmeno una forma che lo imiti, e la mia schiena, che non è facile, a fine giro ne ha risentito moltissimo. Un difetto così non si vede in dieci minuti al concessionario e si sente ogni giorno. ADAC aveva trovato i sedili anteriori «angenehm gepolstert», piacevolmente imbottiti, e sull'imbottitura non discuto: il buco sta nel lombare.
Il pedale che chiede «sei sicuro di voler frenare?»
Frena bene: ADAC l'ha fermata da 100 all'ora in 32,9 metri. Ma quando appoggio il piede, il pedale sembra rispondermi «sei sicuro di voler frenare?», e quella domanda mi fa modulare male la pressione: esagero, per non correre il rischio di andarci troppo leggero. Mi succede su altre auto moderne con il cambio automatico, e qui è successo di nuovo.
La ragione sta nel modo in cui un'elettrica frena. Il pedale non comanda più da solo le pinze: quando premi, una centralina decide quanta frenata chiedere al motore, che rigenera, e quanta all'impianto idraulico, e la corsa sotto la suola è in buona parte una sensazione ricostruita, che deve restare uguale sia quando il motore fa quasi tutto sia quando la batteria è piena e di rigenerazione non ce n'è. La sensazione che descrivo nasce lì, nel tratto in cui il piede chiede e la centralina sceglie, e il mio piede in cento chilometri non ha imparato a prevederla. Quanto recuperi la frenata rigenerativa l'ho già raccontato nel pezzo dedicato; qui aggiungo solo che chi ripete «l'elettrica frena da sola» ha ragione a metà, e la metà che manca è questa.
Il rimedio sta nelle leve al volante. Il manuale Renault descrive quattro livelli di rigenerazione: il veleggio, una rigenerazione bassa, una media, e il massimo, che attiva il One Pedal e ferma l'auto fino a zero senza toccare il freno. Renault Italia aggiunge la modalità B, unica scelta nel 2024; i livelli arrivati dopo sono, sulla carta, il modo di convivere con quel pedale: se la rigenerazione al rilascio è forte, al freno chiedi solo l'ultimo tratto, e la domanda «sei sicuro di voler frenare?» dovrebbe farsi più rara. Le leve in questo giro non le ho usate, e la verifica resta per il prossimo.
Clima a voce, bocchette a mano
Il clima si comanda a voce, in parte. «Ehi Google, imposta la temperatura a 21 °C» è una delle frasi che Renault mette in pagina, e a voce arrivi fin lì. Per le regolazioni fini, da quali bocchette debba uscire l'aria, si torna ai tasti fisici, che ci sono e valgono più di un menù, ma non sono comodissimi. Rimpiango sempre la perdita delle rotelle del clima, quelle che giravi senza guardare, e questa auto non fa eccezione. Il navigatore è Google Maps a comando vocale, con l'affinamento della destinazione dal touch: la mappa è quella del telefono e ragiona come lei. La stessa pagina promette che Maps pianifichi le soste di ricarica lungo il tragitto e porti la batteria in temperatura prima della colonnina: con zero soste nel mio giro, è una promessa che non ho potuto mettere alla prova.
Il sibilo che arriva sopra gli 80
A bassa velocità si sente il ronzio elettrico, e mi piace. Poi, con la velocità, salgono il rotolamento delle gomme, che sono 195/55 R18, e soprattutto, sopra gli 80 all'ora, un sibilo aerodinamico fastidioso che sembra arrivare dalla parte alta del finestrino anteriore sinistro, accanto al mio orecchio. Non so se sia un difetto di quella singola auto, una guarnizione, oppure un tratto del modello: una vettura sola non basta a dirlo, e lo lascio aperto. ADAC a 130 all'ora ha letto 67,0 dB(A) di rumore interno, un valore basso per la fascia, e questo fa pendere il dubbio verso la guarnizione. Sotto gli 80, in città e nel tira e molla, è silenziosa come promette.
A chi sì e a chi no, con il 7,1 in mezzo
A chi sì: a chi fa un uso quotidiano sotto i cento chilometri, carica dove dorme e vuole un'auto piccola che spinge. A chi no: a chi ha la schiena delicata o fa spesso autostrada, perché il sedile senza lombare e il sibilo sopra gli 80 si sommano lì.
I voti, con il 5 sulla mediana delle piccole. Comfort 4,5: il sedile senza supporto lombare è un difetto che dà fastidio ogni giorno e da solo porta la voce nella banda del 4, e il sibilo aggrava; sta sopra il 4 perché la posizione di guida si trova subito, l'assorbimento è buono, il silenzio in città e la retrocamera pesano dall'altra parte. Valore 7: a listino ci sono il caricatore da 11 kW bidirezionale, il V2L da 3.700 watt, la continua a 100 kW, Google integrato, pompa di calore e One Pedal di serie sulla Techno, cerchi da 18 su tutte; contro, il sedile e una garanzia sull'auto che il sito dichiara «2/3 anni a seconda del modello», e la durata esatta per la 5 non l'ho trovata.
Centocinquanta cavalli che si sentono tutti
Finalmente accelerazioni degne di questo nome, in un'auto di questa taglia. Il motore dà 150 cv, cioè 110 kW, con 245 newtonmetro secondo la scheda Green NCAP, e le ruote anteriori arrivano al limite del pattinamento. Fra la pigiata e la risposta non c'è nessun tempo morto. Mi sono divertito.
Lo sterzo è diretto e abbastanza preciso; la corona ottagonale ha chiesto un adattamento brevissimo. Le ruote hanno un diametro generoso e una spalla relativamente alta, e l'auto assorbe dossi e irregolarità del fondo con facilità; la ciclistica alla frusta non l'ho potuta mettere. Il bagagliaio non l'ho caricato: da fermo sembra sufficiente, 326 litri a catalogo, con una soglia alta fra il varco e il pavimento che a ogni valigia si farà sentire.
Il 32% consumato e il conto che ne esce
Il 32% consumato dopo poco più di cento chilometri, con il clima acceso dal primo all'ultimo metro. Cento diviso zero virgola trentadue dà circa 312 chilometri sul misto del giro, una proiezione dichiarata. Contro i 410 chilometri WLTP siamo al 76%: il quarto da togliere al dichiarato di cui ho scritto nel pezzo sull'autonomia reale, quasi al centesimo. In energia, 52 kWh per 0,32 fanno 16,6 kWh ogni cento.
Sì, ma cento chilometri senza un valico non sono una prova. È vero, e lo incrocio con chi ne ha fatti di più. ADAC, aprile 2025, ha chiuso il suo ciclo a 17,3 kWh ogni cento chilometri con 345 chilometri di autonomia, perdite di ricarica comprese. Green NCAP, nell'aprile 2026, ha trovato 15,0 kWh nel ciclo di omologazione e 24,8 in autostrada, con 366 chilometri nel misto caldo e 212 in quello invernale. Il mio 312 sta fra i due misti caldi, con dentro i 130 all'ora dove la velocità entra al cubo nel consumo, come ho spiegato nel pezzo sull'autostrada. Sulla mediana delle piccole, intorno ai duecento chilometri reali, vale il 56% in più: è la banda del 10 di autonomia, campione corto e tutto.
La ricarica non l'ho vista, e il 9 poggia sulla carta. Renault dichiara il 15-80% in 30 minuti a 100 kW; ADAC ha visto il 10-80% in 30 minuti con una media di 81,9 kW. In venti minuti a quella media entrano circa 27 kWh, cioè circa 165 chilometri al consumo del mio giro, contro una mediana di ottanta: sarebbe un 10, e resta 9 perché un voto che non nasce al volante vale un punto in meno. Il freddo, come l'anello e il bagagliaio pieno, aspetta un altro giro.
Trentaduemilanovecentonovanta euro contro sei rivali
L'auto era una Techno, e il listino Renault del 16 settembre 2026 la mette a 32.990 euro chiavi in mano; la pagina del modello espone 28.090 euro, una promozione, e il voto guarda il listino.
Le sei rivali con la batteria grande: Inster XClass 28.900, Mini Cooper SE Essential 32.500 (listino dell'aprile 2025), e-208 Style 35.929, Corsa Electric Edition 34.150, Grande Panda La Prima 28.400, ë-C3 Max 28.590, dove la pagina Citroën non lega il prezzo alla batteria da 44 kWh. Centottantottomilaquattrocentosessantanove diviso sei fa 31.412 euro, e la 5 sta il 5,0% sopra: «in linea», ed è il 5 di prezzo. Si paga quanto le altre e porta più chilometri, come nel pezzo sui prezzi al chilometro delle elettriche economiche.
Riporto l'auto al concessionario con il 68% nella batteria e la schiena che chiede un cuscino. È ancora nera, è ancora sotto il sole, e il clima ha lavorato per cento chilometri senza che il conto dell'autonomia se ne sia accorto: è la cosa che mi porto a casa, insieme a un pedale che continua a farmi la sua domanda. I prezzi sono quelli del listino Renault del 16 settembre 2026 e dei listini dei costruttori aperti a ottobre 2026; le promozioni cambiano ogni mese.