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24 elettriche su 100 vendute in Italia nel 2026 sono la stessa auto

La classifica delle auto elettriche più vendute in Italia nel 2026 letta per segmento: dove l'elettrico è già una vettura su cinque e dove resta una su venti.

Ventiquattro su cento. Nei primi otto mesi del 2026 le auto elettriche immatricolate in Italia sono state 91.475, e 22.545 di queste erano una Leapmotor T03: una citycar da 3,62 metri vale da sola quasi un quarto di tutto il mercato a batteria. Questa è la classifica delle auto elettriche più vendute in Italia, e il primo posto dice già come va letta.

Il consiglio viene prima dei numeri. Se stai scegliendo un'elettrica, la quota nazionale dell'8 per cento non ti riguarda: quella che ti riguarda è la quota nel segmento in cui compri, e fra la citycar e il SUV compatto cambia di quattro volte. Chi compra piccolo entra in un mercato già maturo, con rivali vere e usato in arrivo. Chi compra un SUV medio entra in una nicchia dove l'elettrico è ancora una scelta di pochi, con quello che comporta su listini e permute. I dati stanno in un file pubblico di UNRAE, e qui sotto lo apro.

La classifica delle auto elettriche più vendute, e quanto pesa la prima

I dieci modelli in testa, con le immatricolazioni da gennaio ad agosto: Leapmotor T03 22.545, Dacia Spring 5.591, Tesla Model Y 4.432, BYD Dolphin Surf 4.237, Citroën ë-C3 4.207, Tesla Model 3 3.797, BMW iX1 1.921, Skoda Elroq 1.707, Leapmotor B10 1.488, Ford Puma 1.458.

Salta all'occhio la forma della curva, più dei nomi. La prima vale il 24,6 per cento, le prime tre il 35,6, le prime dieci il 56,2. Ventiquattro su cento è una sola macchina; cinquantasei su cento sono dieci modelli su oltre cento in vendita. La distanza fra il primo posto e il secondo, 16.954 unità, è più grande di quella fra il secondo e il decimo, che è di 4.133.

L'obiezione è secca: la T03 vince perché costa meno di tutte. In parte sì. Ma la Spring costa mille euro in meno di listino, come avevamo verificato nella prova della T03, e ne ha vendute un quarto. Il prezzo spiega la fascia, non il rapporto di quattro a uno dentro la fascia.

Il mercato italiano compra SUV, l'elettrico si compra citycar

Qui il file di UNRAE diventa interessante, perché divide i cento modelli per segmento, e lo stesso ente pubblica la struttura dell'intero mercato con le stesse categorie.

Sul mercato totale, 1.141.680 vetture negli otto mesi, le berline di segmento A sono il 10,7 per cento. Fra le elettriche sono il 27,5. I SUV di segmento B, che con il 29,0 per cento sono la fetta più grossa del mercato italiano, fra le elettriche scendono al 17,1. I SUV compatti di segmento C, il 23,3 del mercato, fra le elettriche sono il 13,2.

Sommo le due fette centrali, perché sono il cuore di quello che gli italiani comprano. SUV di segmento B e C fanno insieme il 52,3 per cento del mercato, e fra le elettriche il 30,3. Il mercato a batteria italiano ha quindi la forma di una clessidra: gonfio in basso, con le citycar, gonfio in alto, con berline e SUV di segmento D che valgono il 21,8 per cento delle elettriche contro il 9,9 del mercato, e stretto proprio nel mezzo, dove sta la maggioranza degli acquisti.

I due estremi si spiegano da soli. In basso c'è un'auto sotto i 19.000 euro che si compra come seconda macchina di casa e si carica dove dorme. In alto c'è chi ha il garage e compra la tecnologia. In mezzo c'è la famiglia con un'auto sola, che deve fare anche il viaggio d'agosto, e per la quale un SUV compatto elettrico costa più dell'ibrido e vale meno alla permuta. La clessidra è la fotografia di chi oggi può permettersi il rischio.

La quota vera nel segmento dove compri

La media nazionale dell'8,0 per cento è la somma di quote che non si assomigliano, e il conto per tirarle fuori è una divisione per riga: elettriche del segmento diviso totale del segmento.

Fra le berline di segmento A, 25.150 elettriche su 121.833 vendute: il 20,6 per cento. Una citycar nuova su cinque, in Italia, è già elettrica, e nove su dieci di quelle elettriche sono la T03. Fra i SUV di segmento A il rapporto è identico, 20,5.

Fra i SUV di segmento B, 15.684 su 331.216: il 4,7 per cento. Fra i SUV di segmento C, 12.041 su 265.988: il 4,5. Fra le berline di segmento B, 4,9. È il centro del mercato, ed è dove l'elettrico è una vettura su ventidue.

Poi c'è la riga che nessuno guarda perché il segmento è piccolo. Le berline di segmento D, in Italia, sono 9.374 in otto mesi, e 4.572 sono elettriche: il 48,8 per cento. Quasi una su due, e 3.797 di quelle sono la Model 3. Il segmento delle berline medie tradizionali, quello delle Passat e delle Insignia di vent'anni fa, in Italia sta scomparendo, e la metà di quello che ne resta è a batteria. Sui SUV di segmento D la quota è del 16,0 per cento, il doppio della media.

Il ritornello, allora, è questo. Una su cinque fra le citycar, una su due fra le berline medie, una su ventidue fra i SUV che riempiono i piazzali. La stessa media dell'8 per cento le contiene tutte, e non descrive nessuna delle tre.

Chi compra: il privato più delle flotte

Un'ultima colonna dello stesso documento smonta una convinzione che gira da anni, cioè che l'elettrico in Italia lo tengano in piedi le flotte e il noleggio.

UNRAE pubblica la struttura del mercato anche al netto del noleggio, cioè con dentro privati, autoimmatricolazioni, società ed enti. Su 779.566 vetture, le elettriche sono 72.595: il 9,3 per cento, sopra la media generale dell'8,0. Per differenza, il noleggio a breve e lungo termine ha immatricolato 18.880 elettriche su 362.114 vetture, cioè il 5,2 per cento. Il noleggio è quindi meno elettrico del resto del mercato, e la quota nazionale la tira giù invece di tenerla su.

La spiegazione è la stessa della clessidra: chi noleggia compra il centro del mercato, dove l'elettrico non è ancora arrivato.

Cosa farne quando scegli

Il numero da portare in concessionaria è la quota del segmento.

Se compri una citycar, l'elettrico è la scelta di uno su cinque e il confronto si fa sul prezzo e sull'autonomia reale: mettere due modelli uno accanto all'altro vale più di qualunque classifica. Se compri un SUV compatto, sei fra i primi, e il conto va fatto per intero con i chilometri che fai e il posto dove parcheggi, perché lì il vantaggio sui costi deve coprire un prezzo che il mercato non ha ancora compresso. Se compri una berlina media, in minoranza è chi la prende a benzina.

Una cosa questa classifica non la dice, e la dichiaro. Il file conta le immatricolazioni, e quella fatta da un concessionario per chiudere un obiettivo vale quanto quella di una famiglia che ha aspettato l'auto tre mesi. Quanto del 24,6 per cento della T03 sia la prima cosa, dal documento non si ricava, ed è il numero che avrei voluto.

Immatricolazioni per modello e per segmento, più la struttura del mercato per utilizzatore, da due elaborazioni UNRAE su dati al 31 agosto 2026, linkate nel punto in cui compare ogni cifra. Concentrazione, quote per segmento e confronto con il noleggio sono divisioni nostre su quei due documenti, scritte nel testo perché chiunque le rifaccia. UNRAE aggiorna i file il primo giorno di ogni mese: se leggi più avanti, ricontrolla le proporzioni sull'ultimo.

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Domande frequenti

Qual è l'auto elettrica più venduta in Italia nel 2026?
La Leapmotor T03, con 22.545 immatricolazioni nei primi otto mesi del 2026 su un totale di 91.475 elettriche, cioè il 24,6 per cento del mercato a batteria. La seconda, la Dacia Spring, sta a 5.591: la distanza fra la prima e la seconda è più larga di quella fra la seconda e la decima.
Quanto vale l'elettrico sul mercato italiano nel 2026?
L'8,0 per cento delle immatricolazioni fra gennaio e agosto 2026, contro il 5,2 dello stesso periodo del 2025. La media però nasconde due mercati diversi: fra le citycar una vettura nuova su cinque è elettrica, fra i SUV compatti e medi una su ventidue.