Come fa un contatore da 3 kW a ricaricare l'auto elettrica a 6 kW di notte, senza che nessuno abbia cambiato il contratto? Con una riga scritta dentro il contatore. Dal 2021 ARERA tiene in piedi una sperimentazione che imposta il limitatore in modo che nelle sole fasce notturne e festive la potenza disponibile coincida con quella di un impegno di 5,5 kW, e con il dieci per cento che ogni contatore concede la soglia di notte sale a 6,05 kW. Di giorno il tuo contatore torna quello di sempre.
Il consiglio te lo do prima di aprire il cofano, perché le date sono la parte che in giro si sbaglia di più. Se sei dentro, resta dentro: la sperimentazione vale fino al 30 giugno 2027 e non devi fare niente. Se non sei dentro, oggi non entri: le domande si sono chiuse il 30 giugno 2026 e una riapertura, a fine settembre, non è pubblicata. Chi ti scrive che «le domande sono riaperte» rilancia la delibera di gennaio 2025. Per te, adesso, l'alternativa vera è il contratto a 6 kW, e nell'ultima sezione c'è il conto di quanto vale il salto in ore e chilometri, così decidi con i numeri.
Perché di notte il limitatore lascia passare il doppio
Le parole da mettere in fila sono tre. La potenza impegnata è quella del contratto, 3 kW nella casa italiana tipica, ed è la cifra su cui si paga la quota fissa. La potenza disponibile è quella oltre la quale il contatore stacca: con 3 kW impegnati il contatore salta se prelevi più di 3,3 kW. Il pezzo che decide fra le due è il limitatore, un interruttore elettronico che confronta il prelievo con una soglia scritta in memoria e apre quando la superi.
La sperimentazione tocca solo quella soglia, e solo per una parte del giorno. Il distributore riprogramma il limitatore in modo che, fermo restando a fini tariffari e fiscali il valore di potenza impegnata, di notte si comporti come se il contratto fosse da 5,5 kW. Con la franchigia fanno 6,05 kW. Il contratto resta a 3, la bolletta resta a 3, la memoria del contatore dice 5,5 dalle 23 alle 7.
Le ore le fissa la delibera: dalle 00.00 alle 7.00 e dalle 23.00 alle 24.00 dal lunedì al sabato, e tutte le ore di domenica e festivi. È la F3 della bolletta, quella dei conti sul risparmio notturno che ho fatto altrove, e qui vale per un altro motivo: il contatore sa da solo in che fascia si trova, quindi non serve nessun timer. Alle 23 la soglia sale, alle 7 scende. La domenica sale a mezzanotte e non scende fino al lunedì.
Un dettaglio che in giro si legge storto. La delibera ammette il misuratore elettronico telegestito di prima o di seconda generazione; il 2G non è un requisito, e nel caso del 2G chiede solo che le fasce personalizzate non confondano il conteggio dei prelievi notturni. La potenza aggiuntiva in una fascia è una cosa che il contatore sapeva fare dal 2021. Mancava chi gli desse il permesso.
Chi ci è entrato, con quale wallbox
Il primo requisito è quello che taglia fuori più gente: una potenza impegnata non inferiore a 2 kW e non superiore a 4,5 kW, in bassa tensione. Chi ha già alzato il contratto a 6 kW è fuori per definizione, e chi sta a 4,5 di notte guadagna poco più di un chilowatt.
Il secondo requisito è il dispositivo di ricarica, e la presa di casa non basta. Al contatore deve essere collegato un sistema che sappia misurare e registrare la potenza attiva di ricarica e ricevere comandi da chi il cliente designa: una wallbox con il cervello acceso, attestata da una dichiarazione del costruttore e dalla conformità del DM 37/08. In pratica si guarda l'elenco dei dispositivi idonei del GSE, dove il 92% dei dispositivi ha la gestione dinamica del carico, la funzione che abbassa la ricarica quando in casa si accende qualcosa. Le FAQ di ARERA dicono che il controllo del carico non è obbligatorio; il mercato lo mette quasi ovunque, e fa bene.
La domanda si presenta al GSE, dall'Area Clienti con lo SPID. Il GSE verifica le carte, il distributore riprogramma il limitatore, il venditore resta fuori. Prima dei 6 kW un tecnico controlla che l'impianto regga, con un differenziale da almeno 32 A e un magnetotermico da 32 A sul circuito dedicato. Sui tempi ARERA scrive che servono da poche settimane a un massimo di due mesi.
In bolletta non cambia nulla: l'adesione non comporta alcuna variazione delle tariffe ed è gratuita. Il distributore associa al POD un codice tariffa sperimentale, e tu continui a pagare la quota potenza di 3 kW. È l'unico caso che conosco di potenza in più che nessuno fattura.
Le date, che sono la parte che nessuno riscrive
La sperimentazione nasce con la delibera 541/2020/R/eel del 15 dicembre 2020 e parte il 1° luglio 2021, con scadenza al 31 dicembre 2023. Poi due proroghe. La 634/2023/R/eel del 28 dicembre 2023 la porta al 31 dicembre 2025 e riapre le domande per tutto il 2024. La 22/2025/R/eel del 28 gennaio 2025 sostituisce il 31 dicembre 2025 con il 30 giugno 2027 e apre l'ultima finestra, dal 12 febbraio 2025 al 30 giugno 2026.
Nelle premesse c'è anche il motivo. I dispositivi con l'interfaccia di controllo prevista dall'Allegato X della norma CEI 0-21, quella che dovrebbe rendere stabile il meccanismo, non erano ancora sul mercato: la sperimentazione è stata allungata perché la sua versione definitiva non era pronta. Al 31 dicembre 2024 le richieste erano 5.427 dal 2021, con 3.569 accolte: meno gente che in uno stadio di serie B. Il meccanismo funziona. Lo conoscono in pochi.
Alla scadenza i criteri sperimentali cessano, fatte salve eventuali estensioni temporali che l'Autorità si riserva di introdurre. Se il 1° luglio 2027 non c'è una terza proroga, il limitatore torna a 3,3 kW anche di notte, e la wallbox da 6 a cui ti sei abituato fa scattare il contatore. Chi ha già la trifase in casa, però, di questo pezzo non se ne fa niente: il suo problema è il caricatore di bordo, e ne ho scritto altrove.
Quanto vale la ricarica dell'auto elettrica a 6 kW di notte, in ore e chilometri
Faccio il conto sulle due auto di casa, stessa ricarica dal 20 all'80 per cento, ai chilowatt che entrano al contatore: le perdite fra muro e batteria le ho contate nel pezzo sul tempo di ricarica, e qui allungano ogni riga nella stessa proporzione.
La Leapmotor T03 dichiara 37,3 kWh di batteria, e il 60 per cento fa 22,4 kWh da mettere dentro. Con lo stacco a 3,3 kW l'auto in pratica prende 2,3 kW, il numero del pezzo sui tempi, perché il resto della casa deve restare acceso: 22,4 diviso 2,3 fa 9,7 ore, e la notte dalle 23 alle 7 ne ha otto. La T03 al mattino non è all'80. Con la soglia a 6,05 kW e una wallbox che tira 5,5 kW e lascia mezzo chilowatt al frigorifero, 22,4 diviso 5,5 fa 4,1 ore. La stessa ricarica finisce alle tre di notte, e in otto ore entrerebbero 44 kWh, più dell'intera batteria. Per te significa che la citycar riparte piena sempre, anche quando rientri a mezzanotte.
Sulla Model 3 uso il numero che pubblica Tesla, 7 chilometri recuperati per ogni chilowatt in un'ora di ricarica in alternata. A 2,3 kW sono 16 chilometri l'ora, circa 130 in una notte di otto ore. A 5,5 kW sono 38 l'ora, circa 310 a notte. La differenza fra le due notti è di 180 chilometri, quasi una Messina-Catania andata e ritorno in più ogni volta che dormi. E su un'auto che in monofase accetta 7,4 kW, 6 kW di notte sono l'ottanta per cento di quello che il caricatore di bordo sa fare. Per la batteria che hai, lo strumento sul tempo di ricarica usa le stesse divisioni.
Adesso l'altra strada, oggi l'unica aperta. Portare il contratto da 3 a 6 kW costa una volta sola circa 229 euro più IVA, il conto che avevo fatto nel pezzo sull'impianto della wallbox sui valori ARERA, cioè 23 euro di contributo fisso più 62,30 euro per ogni chilowatt di potenza disponibile aggiunto. Poi c'è la parte che dura, quella che la sperimentazione cancella: ogni chilowatt impegnato pesa in bolletta circa 26 euro l'anno, quindi tre chilowatt in più fanno una settantina di euro l'anno, per sempre, anche ad agosto con l'auto ferma sotto casa. In cinque anni sono 229 più 390, poco più di 600 euro. Chi è dentro la sperimentazione quei 600 euro non li vede, e in cambio ha i 6 kW solo di notte e nei festivi, mentre chi paga li ha anche alle due del pomeriggio, forno acceso. Il fossato sta tutto qui: gli stessi chilowatt, in ore diverse, a zero contro seicento euro.
Fuori dal conto ho lasciato di proposito fotovoltaico e accumulo, perché lavorano sui chilowattora, e questo è un pezzo sui chilowatt. Una cosa resta aperta, la più importante: se ARERA riaprirà le domande prima del giugno 2027, come ha fatto due volte, oppure se il meccanismo diventerà regola con i dispositivi conformi all'Allegato X. A fine settembre 2026 nessuna delle due cose sta in una pagina che io possa linkare. Nel frattempo, chi pensa ai 6 kW faccia il conto delle notti, e se i chilometri che gli mancano al mattino sono vicini ai 180 di sopra, i 229 euro li spenda adesso, senza aspettare una delibera. Delibere, FAQ e valori di potenza vengono dalle pagine ARERA e GSE linkate sul numero, lette a settembre 2026, e vanno riaperte prima di ogni scelta; le ore e i chilometri per notte sono divisioni mie, scritte per esteso perché tu le rifaccia con la batteria e il contratto che hai.