Il pacco batteria di un'auto elettrica, alla fine, lo ritira chi l'ha venduto, gratis, e lo deve riciclare con almeno la metà del litio recuperata. Dal 2031 la metà diventa l'ottanta per cento, e nello stesso anno le batterie nuove dovranno contenere una quota di quel materiale recuperato. Sta tutto in un regolamento europeo in vigore, con date e percentuali, articolo per articolo.
Seguo un pacco dal giorno in cui esce dalla fabbrica al giorno in cui i suoi materiali rientrano in un'altra batteria, e a ogni tappa metto la data e il numero che la legge fissa. È una cronologia lunga vent'anni, e le sue tappe più importanti cadono tutte dentro la vita dell'auto che stai valutando adesso.
Anno zero: la batteria nasce con un obbligo di ritorno
Il regolamento (UE) 2023/1542, all'articolo 61, dice che i produttori di batterie per veicoli elettrici «ritirano gratuitamente e senza obbligo per l'utilizzatore finale di acquistare una nuova batteria» tutti i rifiuti di batteria che hanno messo sul mercato in quello Stato, «indipendentemente dalla natura, composizione chimica, condizione, marca od origine». È l'unico punto della catena che ti riguarda come proprietario, e sta scritto in modo che non ci si possa sbagliare: il pacco non si paga per smaltirlo, e lo si può riportare anche se la batteria nuova la compri altrove.
Il resto della vita del pacco, dai dati di stato di salute leggibili dalla centralina al passaporto elettronico che arriva il 18 febbraio 2027, l'abbiamo raccontato nei pezzi sull'architettura del pacco e sul mestiere della rigenerazione. Qui parto da dove quei pezzi finivano, cioè dal giorno in cui il pacco smette di stare su un'auto.
Fine 2025: sessantacinque chili su cento tornano materia
La prima scadenza è già passata. L'allegato XII fissa che entro il 31 dicembre 2025 il riciclaggio consegua il 65 per cento in peso medio delle batterie al litio, e che entro il 31 dicembre 2030 la soglia salga al 70. È la voce che si chiama efficienza di riciclaggio, e va letta per quello che misura: su cento chili di batteria entrati nell'impianto, quanti escono come materiale riutilizzabile di qualunque tipo, involucro e cavi compresi. (Il rame delle barre e l'alluminio della cassa pesano parecchio, e si riciclano da un secolo: il 65 per cento non è la parte difficile.)
La parte difficile ha un'altra riga dell'allegato, e riguarda i singoli materiali.
Fine 2027: metà del litio deve tornare fuori
Entro il 31 dicembre 2027 il riciclaggio deve recuperare almeno il 90 per cento del cobalto, del rame, del piombo e del nichel, e il 50 per cento del litio contenuti nelle batterie trattate. Il litio sta a metà strada degli altri per una ragione chimica prima che industriale: nei processi che fondono la batteria per estrarre i metalli, il litio finisce nelle scorie e recuperarlo da lì costa più di quanto valga, mentre cobalto e nichel si separano bene. Per prendere il litio bisogna passare da processi in soluzione, più lenti e più cari, ed è quello che la soglia del 2027 obbliga a fare su almeno metà del contenuto.
Che cosa cambia per te qui? Niente di diretto. Cambia il valore del pacco a fine vita, che smette di essere un rifiuto da pagare e diventa un carico di metalli con un prezzo, e quel valore finisce, prima o poi, nel conto di chi ricompra la batteria usata per rigenerarla o riciclarla. Il proprietario lo vede nella quotazione dell'usato, se lo vede.
Fine 2031: l'ottanta per cento, e la batteria nuova che deve contenerne
Il 2031 è l'anno in cui il cerchio si chiude due volte, e le date stanno a otto mesi di distanza.
Entro il 31 dicembre 2031 il recupero sale al 95 per cento per cobalto, rame, piombo e nichel e all'80 per cento per il litio. E dal 18 agosto dello stesso anno l'articolo 8 impone che le batterie per veicoli elettrici immesse sul mercato contengano, nei materiali attivi, una percentuale minima recuperata dai rifiuti: 16 per cento di cobalto, 85 di piombo, 6 di litio e 6 di nichel. La batteria che comprerai fra cinque anni conterrà per legge un pezzo di quella che stai guidando adesso.
Fermati un attimo su come si incastrano le date, perché è qui che la cronologia smette di essere burocrazia. Un'auto elettrica comprata oggi ha una garanzia sul pacco che sul mercato si assesta a otto anni, come abbiamo letto sulle pagine dei costruttori nel pezzo sul costo di sostituzione: scade nel 2034. Il suo pacco arriverà a fine vita, nella maggior parte dei casi, fra il 2036 e il 2040. Sarà riciclato con le regole del 2031, quelle dell'80 per cento del litio, e i suoi materiali entreranno in batterie che nel 2036 dovranno contenerne il 12 per cento. Chi compra oggi sta comprando il primo pacco della storia che nasce con la propria seconda vita già scritta in Gazzetta, e questa è la ragione per cui l'obiezione più comune sulle elettriche, «e poi le batterie dove le buttano», ha da tre anni una risposta con un numero di articolo.
2036: la seconda soglia, e quello che il regolamento non dice
Dal 18 agosto 2036 le percentuali di contenuto riciclato salgono a 26 per cento di cobalto, 85 di piombo, 12 di litio e 15 di nichel. Da lì in avanti la filiera si alimenta in parte da sola, e il litio estratto da una miniera diventa una quota decrescente di quello che circola. È l'unico punto della cronologia che non riguarda nessuna delle auto in vendita oggi, e sta qui perché chiude il disegno.
Resta quello che il regolamento non dice, e che ho cercato senza trovare. Quanti impianti in Italia siano oggi in grado di rispettare la soglia del 2027 sul litio, quanti pacchi di auto italiane vengano trattati in Italia e quanti partano per la Germania o per la Francia, e a che prezzo la filiera compri oggi un pacco esausto. Nessuna fonte pubblica apribile risponde alle tre domande, e chi ti dà una cifra tonda su una delle tre sta stimando. Fino a quel giorno la cronologia è quella dell'allegato XII, con le sue date e le sue percentuali, e la lascio con una nota: le batterie che si chiedono di rispettare queste soglie sono anche quelle per cui, nel valutare se tenere l'auto o cambiarla, lo strumento sulla convenienza conta il valore residuo. Il regolamento sta trasformando quel residuo in una voce con un prezzo. Le date e le percentuali di questo pezzo vengono dal testo del regolamento letto su EUR-Lex a settembre 2026, articoli 8 e 61 e allegato XII; la proiezione sulla vita di un'auto comprata oggi è un conto mio, con le ipotesi scritte sopra.