«L'elettrica non conviene» e «con l'elettrica risparmi un sacco» sono la stessa frase, detta da due persone che ricaricano in due posti diversi. Con i prezzi di fine luglio 2026, cento chilometri costano poco più di cinque euro se l'auto passa la notte attaccata a una presa di casa, e quasi quindici se vive di colonnine ad alta potenza. Fra i due estremi ballano tre volte tanto. Non è una domanda sull'auto, è una domanda su dove dorme.
Il conto, tra l'altro, lo fai a prezzo pieno. L'Italia è rimasta l'unico grande mercato europeo senza incentivi ai privati per l'acquisto di un'elettrica, quindi nessuno sconto in partenza addolcisce la cifra. Eppure a giugno una macchina nuova su dieci vendute in Italia era a batteria. Guardati intorno al prossimo semaforo e il dato torna.
Cento chilometri, cinque modi di pagarli
Prendo una macchina sola e la faccio funzionare in cinque modi diversi. È una citycar di quelle che la gente compra sul serio: la Citroën ë-C3 dichiara 44 kWh di batteria e 320 km WLTP, e la stessa vettura con il motore a benzina dichiara 5,6 litri ogni 100 km, sempre WLTP. Il WLTP è un test di laboratorio, uguale per tutti e utile a confrontare le auto fra loro. Quello che farai tu è un altro numero.
Quindi i conti li faccio su due cifre più cattive del dichiarato, e le scrivo qui in chiaro così puoi rifare tutto con le tue: 17 kWh ogni 100 chilometri pagati al contatore (comprese le perdite che si mangia la ricarica) e 6,5 litri ogni 100 chilometri per la versione a benzina.
Il chilowattora di casa lo prendo dal riferimento pubblico, che è la cifra più difficile da contestare. ARERA fissa per il cliente vulnerabile in Maggior Tutela una spesa di 591,86 euro l'anno, e il suo cliente tipo consuma 2.000 kWh con 3 kW di potenza impegnata. Fatta la divisione, sono 29,6 centesimi al chilowattora, tutto incluso. È una cifra prudente: sul mercato libero una tariffa con la fascia notturna costa meno di così.
Per la colonnina uso il listino pay per use di Enel X Way, in vigore dal 1° marzo 2026: 0,67 euro al chilowattora in alternata, 0,75 in continua, 0,86 sulla tariffa ad alta potenza. La benzina la prendo dal prezzo medio self service del MIMIT, che il 28 luglio 2026 girava intorno ai due euro al litro. Quella pagina si aggiorna ogni mattina, quindi quando ci clicchi vedrai il numero di oggi, ed è esattamente come deve essere.
Il risultato è questo, in ordine crescente. A casa cento chilometri costano 5,03 euro. Su una colonnina in alternata salgono a 11,39, sulla tariffa in continua a 12,75. La benzina sta a 12,94. Sulla tariffa ad alta potenza si arriva a 14,62.
Conviene rileggere quell'ordine con calma, perché dice una cosa che quasi nessuno si aspetta: la benzina cade dentro l'intervallo dell'elettrico, e ci cade vicino al suo estremo caro. Dei quattro modi di fare il pieno a questa macchina, tre costano meno di un pieno di verde e il quarto costa di più.
Su dodicimila chilometri l'anno, che è la percorrenza di un'auto di famiglia normale, diventano 604 euro contro 1.552. Poco meno di mille euro di differenza ogni anno, che è una rata di assicurazione, o una settimana di ferie.
E c'è un numero che conta più degli altri, perché mette l'elettrico contro sé stesso invece che contro la benzina: fra la stessa identica auto ricaricata a casa e la stessa identica auto che vive di alta potenza ballano 1.151 euro l'anno. La distanza fra due elettriche uguali è più larga della distanza fra l'elettrica e la benzina.
Perché lo stesso chilowattora cambia prezzo di tre volte
Quella distanza ha una spiegazione, e sta dentro il prezzo di un singolo chilowattora.
Di quei 29,6 centesimi che paghi a casa, l'energia è una fetta più piccola di quanto ti aspetteresti. La materia energia, nella Maggior Tutela del trimestre aprile-giugno 2026, vale 15,811 centesimi. Il resto se lo prendono il trasporto sulla rete, più gli oneri di sistema e le imposte. Quasi la metà del prezzo di un chilowattora non è il chilowattora.
Dentro c'è anche una parte che non cresce mai: la quota fissa, 44,73 euro l'anno, identica se in casa consumi poco o tanto. Ha una conseguenza che vale la fatica di seguirla: nel momento in cui cominci a caricare l'auto, i chilowattora della bolletta quasi raddoppiano e quella quota si spalma su tutti quanti. Il chilowattora che finisce nella tua batteria costa quindi un po' meno della media che leggi in fondo alla bolletta, e il conto che ti ho fatto sopra è pessimista.
Poi c'è la potenza impegnata, il vero collo di bottiglia domestico. Con 3 kW attacchi l'auto a una presa normale e la carichi piano; per una wallbox seria devi salire, e salire ha un prezzo che ARERA regola e pubblica: passare da 3 a 4 kW costa 100,68 euro IVA inclusa. Per arrivare a 6 kW la cifra cresce in proporzione e resta nell'ordine di qualche centinaio di euro, una volta sola nella vita dell'impianto.
La colonnina è un altro mestiere. Un punto ad alta potenza è un'opera civile prima di essere una presa: cabina, scavo, allaccio in media tensione, più un contratto di fornitura che nessuno regala. Quella roba lì la ripaghi tu, un chilowattora alla volta, e fin qui è giusto così.
Ma dentro quel prezzo c'è anche un pezzo che con il ferro non c'entra niente. Guarda lo stesso listino Enel X Way: la tariffa ad alta potenza costa 0,86 euro sulle colonnine Enel e 0,94 su quelle ACEA, per una sessione identica, con la stessa tessera in mano. Quel 9% in più è il roaming, cioè l'accordo commerciale fra due operatori, e su cento chilometri sono 1,36 euro che se ne vanno per la ragione meno tecnica di tutte. Se hai due tessere nel portafoglio, quale strisci non è un dettaglio.
L'ultima cosa che quel listino insegna è che la fascia oraria esiste anche fuori casa: in alternata paghi 0,67 di giorno e 0,58 di notte, il 13% in meno. Chi lascia l'auto in carica sotto casa mentre dorme sta già facendo, senza chiamarlo così, quello che fa chi ha il box.
Il bollo pesa poco, e per ora in Sicilia pesa zero
Sul bollo circola più confusione di quanta ne meriti. Un'auto elettrica è esente dalla tassa automobilistica per cinque anni dalla prima immatricolazione, e dal sesto paga un quarto di quello che pagherebbe la corrispondente auto a benzina. Non ribalta un conto, e sarebbe disonesto raccontarlo così. Vale però cinque anni in cui quella riga proprio non esiste.
Resta il fatto che il bollo è una tassa regionale, quindi il tuo numero dipende da dove sei residente, e le regioni si muovono per conto loro. La Sicilia con la legge regionale 1/2026 ha confermato l'esenzione quinquennale per le nuove immatricolazioni elettriche fino al 31 dicembre 2028. Prima di dare per buono un importo letto in giro, apri il tariffario della tua regione.
E se la presa di casa non ce l'hai
È il punto in cui tutto quello che hai letto finora si rovescia.
Chi parcheggia sempre in strada e ricarica solo ad alta potenza spende 1.754 euro l'anno sui nostri dodicimila chilometri, contro i 1.552 della benzina. Duecento euro in più, su un'auto che di listino costa quanto la sua gemella termica o qualcosa di più. In quel caso l'elettrica non conviene, e chi te lo nasconde ti sta vendendo qualcosa.
C'è però una cosa che il caso limite nasconde, ed è la ragione per cui conviene fare il conto invece di scegliere una squadra. Per far tornare i conti basta caricare a casa una fetta dei chilometri, e la fetta è più piccola di quanto immagini: con i prezzi di oggi ne bastano 17,5 su 100 per pareggiare la benzina, con tutto il resto preso ad alta potenza. Un fine settimana al mese attaccato alla presa dei suoceri, e sei in pari.
Il caso realistico sta in mezzo. Chi fa il 70% dei chilometri a casa e il 30% in viaggio ad alta potenza spende 7,91 euro ogni cento chilometri, cioè 949 euro l'anno: seicento sotto la benzina, senza aver mai rinunciato a una partenza.
Due voci che non ti posso calcolare
Un conto onesto dichiara dove finisce. Il mio finisce qui, e le due voci che restano fuori pesano.
La prima è la svalutazione. Dipende dal modello, dai tagli di listino che il costruttore farà sul nuovo mentre tu hai l'usato in garage, dalla domanda che quella macchina avrà fra quattro anni. Nessuna fonte pubblica dà una cifra onesta per «l'elettrico» in generale: ha senso soltanto per un'auto precisa, in un mese preciso.
La seconda è l'assicurazione. Cambia con la classe di merito e con la provincia in cui risiedi, e su un'elettrica il valore assicurato di solito è più alto, il che si sente sul premio.
Chiunque ti dia un totale a cinque anni con dentro queste due voci sta stimando. Può anche stimare bene, ma dovrebbe dirti che sta stimando. Quello che hai letto sopra, invece, lo rifai stasera con la bolletta in mano.
Come si fa a farla convenire
Il risparmio non si fa al distributore. Si fa mentre dormi. Quattro mosse, in ordine di quanto pesano.
Una presa dove parcheggi, anche lenta. La wallbox il primo giorno può aspettare. Una presa domestica su un contatore da 3 kW mette dentro una ventina di chilowattora in una notte, che su questa auto valgono più di cento chilometri: per il pendolare medio è già tutto il fabbisogno, e il resto è comodità.
La fascia oraria, che pesa più della tariffa. Se carichi fra mezzanotte e le sei stai comprando energia nel momento in cui costa meno a chiunque. La stessa logica vale fuori casa, come dimostra la differenza fra giorno e notte del listino pubblico.
La potenza impegnata, se e quando serve. Prima guarda quanto ti basta: se i tuoi cento chilometri quotidiani li recuperi in una notte a 3 kW, i 100,68 euro per salire di un chilowatt possono aspettare un anno. Se invece rientri tardi e riparti presto, quella spesa è la più redditizia del pacchetto.
L'alta potenza come eccezione. In viaggio è perfetta, perché ti compra un'ora di tempo a un prezzo che ci sta. Se diventa l'abitudine del lunedì mattina, si mangia il vantaggio in quattro settimane.
Se vuoi il numero tuo invece del mio, il costo di ricarica lo calcoli con la tua tariffa e i tuoi chilometri, mentre il conto della convenienza rimette insieme le voci che qui ho tenuto separate.
A chi conviene, e a chi no
Conviene, e conviene parecchio, se hai un posto dove l'auto passa la notte attaccata a qualcosa. Box, cortile, posto auto con una presa a tiro: basta quello. Sopra i diecimila chilometri l'anno il vantaggio diventa una cifra che senti in banca, e non dipende da nessun incentivo, che tanto in Italia non c'è.
Non conviene, oggi, se parcheggi sempre in strada e la colonnina in alternata più vicina è lontana. Men che meno se fai soprattutto autostrada. Lì stai comprando un'auto più cara per farla costare come una benzina, e l'unica ragione che regge è che ti piace guidarla. È una ragione legittima, ma è un'altra conversazione.
In mezzo c'è la maggior parte delle persone, e per loro il numero da tenere a mente è uno soltanto: 17,5%. È la fetta di chilometri che devi riuscire a caricare a casa perché il conto giri dalla tua parte. È molto meno di quanto sembri.
Prezzi e tariffe aggiornati al 30 luglio 2026, con la fonte linkata nel punto in cui compare ogni cifra. Il bollo è una tassa regionale e le sue regole cambiano da regione a regione. Questa guida mette a disposizione un metodo di calcolo e non è una consulenza fiscale: prima di firmare qualcosa, verifica i numeri sulla tua bolletta e sul tariffario della tua regione.